NATIVI

Cultura dei Nativi Americani

admin

Cornplanter

Kayethwahkeh

Tribù: Seneca Nato: nel 1735 a Conewangus | Morto: 18.2.1836 a fiume Alleghany
Cornplanter

Cornplanter era figlio di un commerciante bianco, di nome John O'Bail, e di un'indiana Seneca. Della sua discendenza dice:

Quando da ragazzo giocavo con i bambini indiani, notavano che la mia pelle era di un colore diverso dalla loro e ne parlavano. Io domandai a mia madre e lei mi rispose che mio padre era bianco.

Cornplanter crebbe senza conoscere suo padre. Da giovane guerriero deve aver preso parte alle lotte tra Inglesi e Francesi, quindi, nel 1755, alla battaglia contro il generale Braddock. Quando, giovane e già sposato, gli mancava ancora molto per completare la casa, sua madre gli consigliò di andare a trovare suo padre che abitava ad Albany con la sua moglie bianca. Cornplanter si mise in cammino, trovò suo padre che lo ospitò, ma dovette rimettersi in cammino a mani vuote. Quell'avaro di suo padre non soddisfo la sua richiesta di un paiolo da cucina e di un fucile e non gli diede neppure le provviste per il lungo cammino. Anni dopo, nel corso di una spedizione di guerra che Cornplanter intraprese con Joseph Brant contro gli insediamenti nella valle del Mohawk, incontrò nuovamente suo padre e certamente lo trattò meglio di quanto questi avesse fatto con lui.

Ora sei mio prigioniero e devi sottoporti agli usi del comando di guerra indiano. Ma non ti accadrà nulla. Sono un guerriero che ha molti scalpi al suo attivo e che ha giustiziato molti prigionieri. Ma non devi avere paura. Io sono tuo figlio. Desideravo vederti e salutarti con amicizia. La tua vita sarà risparmiata perché gli indiani amano i loro parenti e i loro amici e li trattano bene. Se vuoi venire dal tuo figlio mezzosangue e abitare con la nostra tribù, andrò a caccia per tè e renderò piacevoli i giorni della tua vecchiaia. Se però il tuo desiderio è di tornare ai tuoi campi e di vivere con i tuoi figli bianchi ti farò condurre a casa da un gruppo di giovani guerrieri fidati. Grande è la mia considerazione per tè, padre! Sei stato amico degli indiani che quindi, sono tuoi amici.

O'Bail scelse la seconda alternativa e poté far ritorno a casa con la protezione di suo figlio. Nel 1784, vi furono trattative tra gli Stati Uniti, le Six Nations e le tribù dell'Ohio. Joseph Brant e alcuni altri delegati avevano lasciato la conferenza per protesta contro la condotta brutale e provocatoria degli Americani. Cornplanter, però, rimase e sottoscrisse il secondo trattato di Fort Stanwix. Gli Irochesi dovettero rinunciare ai territori a ovest della Pennsylvania, inoltre furono dichiarati territorio USA tutte le terre indiane lasciate dagli Inglesi. Dopo la conclusione del trattato di Fort Stanwix, George Washington espresse questo apprezzamento su Cornplanter:

Conosco bene i meriti di Cornplanter e la sua amicizia per gli Stati Uniti e non devono essere dimenticati. Ho ordinato al Ministero della Guerra di fargli pervenire un dono di 250 dollari, in denaro o in merce - come Cornplanter vorrà - quale segno di stima.

Il valore del dono non era naturalmente comparabile a ciò che gli Stati Uniti avevano risparmiato e a quanto avrebbero risparmiato in futuro, grazie alla politica di Cornplanter. Tuttavia l'astuto Cornplanter aveva ingannato gli Americani. Si era infatti ritirato da un territorio che non gli apparteneva affatto: le terre a nord-ovest dell'Ohio. Solo molto più tardi gli Americani avrebbero compreso il loro ruolo di imbroglioni imbrogliati. Gli indiani dell'Ohio, a loro volta truffati, si unirono saldamente fra loro e negli anni seguenti crearono tali difficoltà agli Americani che, nel 1789, furono costretti ad avviare nuove trattative che ebbero luogo a Fort Harmar. Ma, a causa dell'invariato atteggiamento arrogante dei delegati americani, la maggior parte dei capi indiani rimase assente dal dibattito di Fort Harmar. Cornplanter, che era rimasto leale con gli USA fin dal 1784, vi prese parte e concluse due trattati: uno con gli USA, in cui vennero confermate le decisioni di Fort Stanwix, e uno, con lo stato della Pennsylvania, in base al quale cedeva un territorio a ovest del fiume Chantanqua. Gli riuscì però di riavere indietro un piccolo territorio dello stato della Pennsylvania. Nel 1791, Cornplanter fece visita al generale George Washington a Filadelfia, allora capitale del giovane stato. Desiderava che la sua tribù riavesse indietro le terre andate perdute con il trattato di Fort Stanwix e, con un discorso convincente, così presentò il problema della sua tribù:

Padre! La voce dei Seneca ti parla, grande consigliere del tuo popolo, nel quale è riunita la saggezza di tutti i saggi dei tredici fuochi. Ciò che vogliamo dire, può forse suonare irrilevante alle tue orecchie, tuttavia ti preghiamo di ascoltarci, perché parliamo di cose di grande importanza. Soltanto pochi capi erano presenti quando si rinunciò a questo grande territorio e furono costretti a cedere la terra. Non soltanto le Six Nations rimproverano ai capi di aver rinunciato alla terra; anche i Chippewa e tutte le tribù che abitavano quei territori a ovest ci chiedono: «Fratello dei nostri padri, dov'è il luogo che ci avete lasciato nel quale potremmo stare in pace?». Padre! Ci hai costretto a fare qualche cosa di cui ci dobbiamo vergognare. Non siamo in grado di rispondere ai figli dei fratelli dei nostri padri. Quando la scorsa primavera ci esortarono alla lotta, li invitammo a restare tranquilli, finché non avessimo parlato con tè... Hai detto che eravamo nelle tue mani e che avresti potuto annientarci, se avessi voluto. Sei deciso a distruggerci? Padre! Uomini innocenti della nostra tribù sono stati uccisi dalla vostra gente, uno dopol'altro, ma nessuno di questi delitti è stato da voi punito. Ora ti chiediamo: era forse scritto che la vostra gente dovesse uccidere i Seneca e non solo restasse impunita, ma persino che fosse protetta dalla vendetta dei parenti delle vittime? Questi sono i nostri gravi problemi. Sappiamo che sei molto potente - abbiamo anche sentito che saresti saggio - e attendiamo la tua risposta, così sapremo se sei anche giusto.

L'intervento di Washington riuscì in qualche modo a placare Cornplanter. In ogni caso il senso della giustizia del capo avrebbe presto subito forti oscillazioni. In merito alla svendita delle terre della tribù dei Seneca negli anni successivi ebbe un ruolo non proprio degno di lode. Sia lui che Giacca Rossa si lasciarono corrompere dal denaro dello speculatore Morris e, il 16 settembre 1797, sottoscrissero il trattato di Big Tree con il quale i Seneca vendevano tutto il loro territorio, di più di trecento miglia quadrate, che ancora conservavano in quanto riserva. Cornplanter aveva con premeditazione ingannato gli oppositori della vendita della terra e agito alle loro spalle. Questo trattato e il patto di Buffalo Creek del 30 luglio 1802, che anche Cornplanter firmò, rovinarono a tal punto la sua reputazione nella tribù, che dovette persino temere per la sua vita. Naturalmente la sua stima per lui presso le autorità degli Stati Uniti e particolarmente tra la popolazione della Pennsylvania crebbe in proporzione a quanto diminuiva tra i fratelli della sua tribù. Illustri uomini degli USA lo ricevettero, tra cui il presidente Washington e il generale Wayne. Il suo ritratto è conservato in un dipinto commissionato nel 1788 da amici inglesi, che non fu mai concluso, ma giunse nelle mani di Timothy Matlacks, un uomo a cui una volta Cornplanter aveva salvato la vita. Nel 1792, Cornplanter prese parte all'incontro di Washington con altri cinquanta capi; nel 1802, il presidente Jefferson lo invitò ad un dibattito sulla situazione dei Seneca. Nel 1812, si dichiarò disposto a mettersi a capo di una coalizione di Seneca contro gli Inglesi, ma gli americani non vollero pretendere questo dal capo ormai vecchio. Nel 1816, il governo gli regalò mille e trecento acri di terra come proprietà privata e gli concesse una pensione annuale di duecentocinquanta dollari. I figli di Cornplanter furono educati a Filadelfia; Henry, il suo figliolo prediletto, combatté coraggiosamente nella guerra del 1812 e si congedò con il grado di maggiore, poi però fu sempre più preda dell'alcool, il che afflisse molto suo padre. Cornplanter, in tarda età, dichiarò che il Grande Spirito gli aveva parlato e gli aveva ordinato di non concludere più affari con i bianchi e di non tenere nessuno dei regali che aveva ricevuto. A questo scopo gettò tutte le uniformi nel fuoco e spezzò la sua spada. Morì all'età di circa cento anni, in realtà non si conosce con precisione la sua data di nascita. Trent'anni dopo la sua morte, lo stato della Pennsylvania gli eresse un monumento.

💬 Commenti (0)

Lascia un commento

ℹ️ I commenti degli ospiti sono sottoposti a moderazione prima della pubblicazione. Registrati per pubblicare commenti istantaneamente!

👋 Nessun commento ancora. Sii il primo a lasciare un commento su questa biografia!