NATIVI

Cultura dei Nativi Americani

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Fiele

Pizi

Tribù: Hunkpapa Nato: nel 1840 a Grand River | Morto: 5.12.1893 a Oak Creek
Fiele

Fiele era orfano e di umili origini, fu però educato con lo scrupolo che i Sioux riservavano ai bambini orfani. Ricevette il nome dopo aver mangiato la fiele di un bisonte, per dimostrare il suo coraggio. In realtà dimostrò il suo valore anche in altre occasioni che lo fecero conoscere presto: già negli scontri del 1866 si impose all'attenzione degli Americani, che gli diedero il soprannome di "Gallo da combattimento dei Sioux." Fiele era abituato a non badare alle proprie ferite. Nel novembre 1867 riportò, in uno scontro, una grave ustione che per molto tempo non guarì. Nonostante questa ferita, partecipò alle trattative di Fort Laramie, nell'aprile del 1868. Irritato per l'andamento della conferenza, si unì a Nuvola Rossa. Dei rappresentanti del governo cercarono di dissuaderlo: lo incontrarono il 2 luglio a Fort Rice, sul Missouri, e gli chiesero spiegazioni. Infuriato, Fiele scattò in piedi, denudò il torace e mostrò la vasta ferita che gli attraversava il petto:

Le mie ferite non sono ancora guarite e non sono pronto a tendervi la mano e a chiamarvi amici: se uccidiamo un bianco che ci molesta, siamo perseguitati finché non avremo pagato con la vita di venti uomini. Le vostre mani sono rosse di sangue. Guardate le ferite sul mio petto, ancora aperte. Potrò credere a ciò che dite quando avrò visto dare alle fiamme questo forte e le impronte dei miei piedi nelle sue ceneri. Non firmerò alcun trattato prima che le mie ferite siano guarite e la mia terra restituita!

Poco dopo, a capo di un manipolo di guerrieri, attaccò Fort Buford, ma fu di nuovo ferito gravemente e rimase sul campo di battaglia, privo di soccorso, per alcune ore, finché i suoi compagni non tornarono a prenderlo. Fiele si era schierato naturalmente dalla parte di chi, tra i Sioux, voleva combattere, quindi non meraviglia che sia stato con Cavallo Pazzo il generale più importante di Toro Seduto. Sia nella battaglia sul Rosebud, che in quella del Little Big Horn, combatté con successo e si mise in grande evidenza per l'abilità tattica e per l'eccezionale coraggio. Più tardi raccontò:

Ci vollero circa 35 minuti per annientare i soldati di Custer; non ho mai visto uomini combattere con tanto accanimento! Caricavano le loro armi in ginocchio e sparavano colpi finché l'ultimo uomo non cadde. Non ho visto nessun soldato arrendersi. Fumo e polvere erano così densi che potevamo vedere i soldati a malapena. I soldati combattevano a piedi e noi passavamo loro accanto con i nostri pony. I nostri pony erano ben equipaggiati e veloci, mentre i cavalli degli americani erano già esausti per il combattimento, quindi sarebbe stato inutile che i soldati combattessero a cavallo. Inoltre i soldati erano talmente affamati che, durante gli scontri, mangiavano erba, per cui i nostri uomini ebbero facilmente la meglio su di loro.

II fotografo Barry, anni dopo, ebbe modo di commentare:

Se si osserva attentamente il viso forte, dai lineamenti marcati di Fiele, si capisce perché la battaglia di Custer sia durata solo 35 minuti.

Dopo questa battaglia. Fiele tornò con Toro Seduto nella Columbia Britannica, dove rimase fino al 1879, quando ruppe i rapporti con l'amico di un tempo. Fiele inoltre era animato da un odio profondo contro i bianchi, ma era anche convinto di non poter passare tutta la vita fuggendo dai bianchi. Volle diventire capo e invitò a seguirlo tutti coloro che erano disposti a riconoscerlo come tale. Con i suoi seguaci si diresse a sud, attraversò il confine e nel Montana fu coinvolto in uno scontro con gli americani. Fu sconfitto e fatto prigioniero. Il maggiore Ilges trattò con Fiele per convincerlo ad arrendersi, cosa che poi avvenne. Il 1° giugno, Fiele giunse nella riserva di Standing Rock. Con calma si arrese al suo destino e da allora fu sempre al fianco dei bianchi. Tutti lo rispettavano, sia i bianchi che gran parte degli indiani. Nel 1883 anche Toro Seduto venne nella riserva; ma l'antica amicizia si era trasformata in odio profondo, aumentato nel corso degli anni. Fiele denunciò Toro Seduto come vigliacco e traditore e le autorità della riserva appoggiarono gli intrighi di Fiele. Ad esempio chiesero a lui e non a Toro Seduto, l'anima della battaglia del Little Big Horn, di parlare di quell'episodio in occasione del primo decennale. Nella firma del trattato del 2 maggio 1889, che inizialmente Toro Seduto tentò di impedire, Fiele ebbe un ruolo determinante. Anche dopo l'assassinio di Toro Seduto e dopo il bagno di sangue di Wounded Knee, Fiele rimase nella riserva. Nel 1889 fu nominato giudice dell' Indian Police Court ed esercitò questa professione, fino alla sua morte, con grande dignità e senso di giustizia. Non era uno spaccone e non amava dare spettacolo, «della sua parola ci sipoteva fidare ciecamente», diceva di lui il fotografo Barry, e Fiele dimostrò queste qualità anche come giudice. Sembra un'ironia che quest'uomo, rispettato, e il cui grido di guerra faceva tremare i nemici, sia rimasto vittima di un nemico contro cui ancora oggi molto combattono: il sovrappeso! Fiele negli ultimi anni era infatti molto ingrassato, cosicché alcuni amici gli consigliarono una medicina per perdere peso, cosa che lui fece regolarmente per una settimana. Vedendo però che i risultati tardavano a venire, Fiele si scolò la bottiglia di medicinale in una sola volta e morì improvvisamente. Fu sepolto a Wakpala, in Sud Dakota. Un altro compagno d'armi di Toro Seduto, che però gli rimase fedele per tutta la vita, fu l'hunkpapa Rain-in-the Face.

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