Tah-gah-juta
Il padre di Logan era il capo dei Cayuga, Shikellamy, che diede al suo secondo figlio il nome di Logan per amicizia nei confronti di James Logan, amico di William Penn e segretario del governatore della Pennsylvania. Non è dimostrabile l'affermazione, fatta talvolta, che Shikellamy fosse nato a Montreal, fosse stato fatto prigioniero dagli Oneida e quindi adottato dai Francesi. Questa teoria si basa soltanto sulla simpatia evidente di Logan per i bianchi. Logan conduceva una vita tranquilla e ritirata, da agricoltore e cacciatore, con la sua famiglia e con alcuni dei suoi uomini. La sua tenuta si trovava alla foce dello Yellow Creek in Ohio. Poiché le sue battute di caccia lo portavano in tutta la Pennsylvania, era conosciuto e benvoluto ovunque. Da molto tempo aveva perdonato che alcuni suoi parenti fossero stati uccisi dai bianchi. Quando poteva era di aiuto, con consigli e con i fatti, ai coloni bianchi, alcuni dei quali dovevano la vita e lo scalpo al tempestivo intervento di Logan. La sua disponibilità, l'amore per la pace e in particolare il suo amore per i bambini erano quasi proverbiali, fino a quel fatale 30 aprile dell'anno 1774. Il capitano Cresap era riuscito a trattenere in tempo la sua perfida marmaglia da un'aggressione a Logan; era a conoscenza della popolarità del capo e temeva le conseguenze. Ma Daniel Greathcouse, un contrabbandiere che, nonostante l'esplicito divieto, vendeva acquavite agli indiani e non aveva neppure rispettato la parola d'onore di ConnoUy. Quando la moglie di Logan entrò in una mescita di Yellow Creek, con figlie, figli e nipoti Greathouse avvertì in fretta i suoi vicini, fece ubriacare gli indiani e li uccise tutti. Si racconta persino che lui e i suoi compagni abbiano gettato le loro vittime su una zattera, trasportata dalla corrente dell'Ohio, e organizzato un raccapricciante tiro a segno. Questa notizia colpì Logan come una frustata. L'amore che aveva nutrito fino ad allora per i bianchi si trasformò, di colpo, in odio mortale. Come un tempo il nome- di re Filippo era risuonato come un grido di terrore nel New England, ora il nome di Logan terrorizzava i coloni della Pennsylvania. Nella sua sete di vendetta era quasi invincibile. Attaccò accampamenti e fattorie, tese una trappola a un gruppo di coloni che lo inseguiva e ne scotennò il capo. Dalle sue spedizioni punitive tornava ben carico di scalpi. Nella casa devastata di una sfortunata famiglia di coloni, completamente sterminata, lasciò una lettera che»e era l'urlo di un'anima tormentata:
Capitano Cresap! Perché hai ucciso i miei familiari a Yellow Creek? Già una volta avevate ucciso i miei parenti a Conestoga e io perdonai e dimenticai. Ma ora avete ucciso tutti i miei; quindi è chiaro che ora tocca a me e d'ora in poi mi troverete tre volte contro di voi. Ma non tutti gli indiani sono adirati: solo io!
L'assassinio della famiglia di Logan fu un segnale per la lotta contro i bianchi anche per altre tribù del territorio dell'Ohio. Scoppiò una guerra accanita a cui prese parte in prima linea anche Logan. Il culmine e la fine fu rappresentato dalla battaglia di Point Pleasant del 1° ottobre 1774, in seguito alla quale numerosi capi, stanchi di combattere, iniziarono trattative che si conclusero infine con un trattato di pace. Uno solo di loro non aveva partecipato alle trattative: Logan. Bruscamente mandò via gli ambasciatori di Dunmore. Infine un vecchio cacciatore di frontiera di nome Gibson, riuscì a farsi ascoltare da Logan e a riferirgli il messaggio del Lord. La risposta del capo profondamente amareggiato, messa nero su bianco, parola per parola, da Gibson, si guadagnò l'immortalità come uno dei documenti più toccanti della storia nordamericana:
Sfido qualsiasi bianco a dire di non aver ricevuto cibo nella capanna di Logan quand'era affamato o di non aver ricevuto di che coprirsi quand'era giunto infreddolito e nudo! Durante l'ultima guerra, lunga e sanguinosa, Logan se ne rimase tranquillo nella sua capanna, come distensore della pace. Tanto grande era il mio amore per i bianchi che gli stessi fratelli della mia tribù dicevano:
«Logan è amico dei bianchi», lo avrei voluto continuare a vivere in pace con voi, se il misfatto di quell'unico uomo non avesse rovinato tutto. La scorsa primavera il colonnello Cresap uccise a sangue freddo e senza motivo tutti gli appartenenti alla famiglia di Logan e non risparmiò mia moglie e i miei figli. Ora non una goccia del mio sangue scorre più in un essere vivente. Tutto ciò porta la vendetta. Logan ha cercato la vendetta. Logan ne ha uccisi molti. Logan ha completamente saziato la sua sete. Per il mio paese mi rallegro che risplenda la luce della pace. Ma non crediate che si tratti di gioia che scaturisce della paura. Logan non ha mai conosciuto la paura. Non cambierà mai parere per salvare la sua vita. Chi c'è ancora che potrebbe portare il lutto per Logan? Nessuno.
Altrettanto famose di quelle del discorso di Logan, sono le parole con cui si espresse in proposito Thomas Jefferson:
Se dovessi esaminare tutti i discorsi di Demostene, di Cicerone o di un oratore ancora più eminente, dovrei riflettere per poter anche solo trovare una collocazione adeguata al discorso di Logan...un capo Mingo!
Da allora Logan non fece più alcuna azione di guerra. Secondo una versione si sarebbe, a poco a poco, dato al bere e sarebbe stato ucciso da un indiano nel corso di un banchetto. Un'altra versione dice che gli inglesi gli avrebbero negato il whiskey, quand'era in visita a Detroit. Per questo Logan avrebbe minacciato di andare dagli americani e gli inglesi, per timore che potesse sobillare i suoi guerrieri, lo avrebbe trucidato; lo storico Wissier ritiene che avrebbe eseguito l'omicidio un nipote di Logan, mentre un altro autore sostiene che sia stato ucciso sulla via del ritorno da Detroit da un gruppo di bianchi.
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