Nanunteoo, Quanachit
Quando i Padri Pellegrini fondarono Plymouth, la potente tribù dei Narraganset era guidata dal capo Canonicus e da suo nipote Miantonomo. Durante il suo regno la tribù fu colpita da un grave colpo del destino: nel 1633 più di settecento Narraganset morirono di vaiolo, una malattia portata dai bianchi e fino ad allora sconosciuta agli indiani. Dopo Mriksah, il figlio maggiore di Canonicus, divenne capo supremo dei Narraganset, Canonchet, figlio di Miantonomo. Come suo padre, egli era amico di Roger Williams, che - per la sua tolleranza e per il suo senso della libertà - era stato cacciato dai Puritani nella parte selvaggia del paese. Williams tentò di dissuadere Canonchet dall'allearsi con Re Filippo, poiché gli Inglesi erano già troppo numerosi e la guerra sarebbe stata senza speranza.
Canonchet respinse orgogliosamente questo consiglio. Al momento in cui Re Filippo iniziò la guerra presso Swansea, il 20 giugno 1675, i Narraganset si trovavano, però, nel bei mezzo dei loro preparativi. Le truppe del Massachusetts poterono così invadere il territorio di questa tribù e costringere gli indiani, con durezza e brutalità, a sottoscrivere un trattato. Misero anche taglie su Re Filippo e Wampanoag e cercarono così di fomentare la discordia tra le tribù. Apparentemente, Canonchet accettò il trattato. Nel frattempo Re Filippo, dopo una feroce guerra di annientamento, in cui erano stati sacrificati molti villaggi e fattorie, fu costretto ad un temporaneo ritiro. Canonchet accolse lui e i suoi guerrieri e, insieme, eressero una potente fortificazione nella zona paludosa, nei pressi dell'odierna South Kingstown a Rhode Island. Era composta di circa cinquecento capanne, pressoché a prova di proiettile; l'unico passaggio per la fortificazione era costituito da un tronco d'albero, posto su un largo fossato. Re Filippo e Canonchet disponevano al momento, sotto il loro comando congiunto, di circa tremila guerrieri. 11 19 dicembre 1675. la fortificazione fu imprevedibilmente assalita dagli inglesi, venuti a conoscenza della sua posizione da un narraganset traditore. Sotto una tempesta di neve e con un freddo polare,si accese una battaglia che durò tre ore. Il comandante degli inglesi, il capitano Church. riuscì a penetrare in un punto arretrato della fortificazione e ordinò di appiccare un incendio. Gli indiani si ritirarono nella palude e furono costretti a vedere, con rabbia impotente, donne, bambini e vecchi bruciati vivi o fatti a pezzi dagli inglesi. Re Filippo, che aveva perso quasi mille uomini, si rifugiò dai Nipmuc, all'interno del Massachusetts, dove trascorse l'inverno. Nella primavera del 1676 la guerra ricominciò. Come una tempesta di fuoco percorse il paese, gli indiani combattevano sempre più disperatamente. Le città di Lancaster, Medfield, Weymouth, Groton e Marlboro furono ridotte in cenere. La battaglia nel New England imperversò finché, alla fine, il miglior equipaggiamento degli inglesi ebbe la meglio. Nell'aprile del 1676, gli inglesi riuscirono a far prigioniero Canonchet. Il capo rifiutò sdegnosamente l'invito indecente dei suoi nemici di tradire i suoi alleati, per aver salva la vita:
Nessun Wampanoag consegnerà mai anche solo un pezzetto d'unghia di un Wampanoag. Possa io morire prima che il mio cuore sia diventato tenero o prima che io possa dire qualcosa indegna di me.
Con il capo orgogliosamente alzato ricevette i colpi mortali. La morte dell'amico e del compagno di lotta colpì profondamente Re Filippo. Tutto sembrava rivoltarglisi contro. Munizioni e viveri stavano per finire, i bianchi cosiddetti cristiani, avevano distrutto i raccolti degli indiani e, ora, non v'era alcuna possibilità di seminare del nuovo mais. Alcune tribù dell'alleanza, scoraggiate dalle difficoltà, deposero le armi o passarono dalla parte dei coloni, di cui era stato nominato comandante supremo quel capitano Church, privo di scrupoli, che si era reso responsabile degli incendi e dei massacri di gente inerme. Wetamoo, la coraggiosa vedova di Wamsutta, rimase con i suoi fedelissimi accanto a Re Filippo ma, grazie a un tradimento, gli inglesi riuscirono ad aggredirla di sorpresa e a ucciderla. I vincitori - che si vantavano della loro civiltà - le tagliarono la testa che poi infilarono su una lancia e la esposero a Taunton. Come una belva sanguinaria, Church si mise sulle tracce di Re Filippo. Il 1° agosto 1676 attaccò Re Filippo, uccise centotrenta dei suoi uomini, e fece prigionieri moglie e figlio del capo. Il mostro, il cui nome significa grottescamente "chiesa", li vendette come schiavi nell'India occidentale. Dopo l'annientamento dei Narraganset e dopo la caduta di molti alleati, i Wampanoag potevano contare solo sulle proprie forze. Re Filippo costruì il suo ultimo Quartier Generale in mezzo a una palude quasi del tutto impraticabile ma vi fu un nuovo tradimento che indicò a Church la strada giusta. Un guerriero aveva consigliato a Re Filippo di arrendersi ma, furibondo per il suggerimento, il capo lo fece uccidere. Il fratello dell'ucciso, di conseguenza, si precipitò dagli inglesi e rivelò il luogo del nascondiglio. Church lo fece circondare; partì un colpo, Re Filippo corse nel punto da dove proveniva lo sparo e fu ferito mortalmente da due pallottole del traditore. Dopo la sconfitta definitiva dei Wampanoag, Church proibì che il corpo di Re Filippo fosse sepolto; si dice anzi che gli abbia persino tagliato personalmente la testa. Fece dividere il corpo in quattro parti e le fece legare a degli alberi,mentre ne fece esporre la testa - per vent'anni - a Plymouth. Finiva così l'eroe della Guerra di Re Filippo, la lotta decisiva per l'esistenza delle colonie del New England. Tredici città e seicento case dei bianchi erano andate distrutte, ma i bianchi, in ogni caso, dovevano imputare queste perdite a se stessi, alla propria cupidigia, alla propria arroganza puritana che vedeva negli Indiani non il prossimo, ma parassiti pagani la cui uccisione era opera meritoria. Naturalmente si combattè da entrambe le parti con estremo accanimento; a onore di Re Filippo occorre però dire che i tratti più importanti del suo carattere, generosità e riconoscenza, si manifestarono anche nel periodo spaventoso della guerra e non fu mai commessa nessuna atrocità contro i prigionieri per ordine suo, il che lo colloca ad un livello molto più alto rispetto al livello morale dei suoi nemici. Con la sua morte si era spezzata la volontà di reazione delle tribù algonkin del New England. Rimane il ricordo del più grande capo indiano a cui, più tardi, perfino storici bianchi non poterono negare rispetto e legittimazione. Un personaggio che per molti versi rappresenta l'esatto contrario di Re Filippo e Canonchet, era Uncas, detto "La volpe", il capo dei Mohegan; occorre sottolineare che non ha nulla a che fare con l'omonimo L'ultimo dei Moicani di Cooper.
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