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Cultura dei Nativi Americani

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Quanah Parker

Quanah Parker

Tribù: Comanche Nato: nel 1848 a ?? | Morto: 23.02.1911 a Cache Creek

Nel maggio del 1836 un gruppo di Kiowa e di Comanche assalì Fort Parker, una piccola colonia del fiume Navasota nel settore, che allora era messicano, del Texas. Furono uccisi circa quaranta coloni e molti ne furono fatti prigionieri, tra cui anche la diciannovenne Cynthia Anna Parker e suo fratello John di sei anni, figli del colono Silias M. Parker. Quattro anni più tardi alcuni commercianti di passaggio raccontarono di aver visto la ragazza sul fiume Canadian con un gruppo di Comanche. Il capo dei commercianti, il maggiore Williams, aveva tentato senza successo di liberare la ragazza pagando un riscatto. Quando la ragazza si era fatta grande aveva sposato Nokoni, un giovane guerriero dei Kwahadi-Comanche, con cui aveva vissuto felice e da cui aveva avuto tre bambini. Un giorno alcuni cacciatori che la incontrarono tentarono di convincerla a tornare, ma la donna rifiutò con decisione. Purtroppo la felicità non sarebbe durata a lungo. Nel dicembre del 1860, il villaggio in cui viveva con suo marito, fu attaccato dai soldati e Nokoni fu ucciso da L. S. Ross, futuro governatore del Texas. Cynthia, con sua figlia di due anni, fu portata contro la sua volontà a Austin, dove suo fratello, il maggiore Dan Parker, tentò di farla riabituare a una vita cosiddetta "civile". Ma lei, dopo ventiquattro anni di vita tra gli indiani, si sentiva una vera indiana e tentava sempre la fuga, inoltre i suoi figli maschi, che erano riusciti a fuggire, continuavano a vivere con i Comanche e anche per questo provava una grande voglia di rivederli. Questo desiderio però non si avverò mai perché, nel 1864, morirono sia lei che sua figlia, Little Prairie Flower. Quanah, uno dei due figli di Nokoni e di Cynthia Anna, aveva dodici anni quando fu ucciso suo padre e fatta prigioniera sua madre. Crebbe da orfano e divenne presto un ottimo cacciatore, molto stimato nella tribù. Tuttavia non sarebbe diventato un capo tanto in fretta se non lo avesse aiutato il dio Amore che imperversava nelle pianure dell'America del Nord e anche tra i Comanche. Quanah amava Weckeah, figlia del capo Yellow Bear. La fanciulla si rivolse a lui perché l'aiutasse, quando, all'improvviso, il figlio del vecchio capo Ekitoacup decise di chiedere la sua mano (un tempo era stato rivale di Nokoni per Cynthia Anna Parker) offrendo dieci cavalli. Il giovane innamorato riuscì a farsi prestare dai suoi compagni nove cavalli così potè fare un'offerta pari a quella di Eckitoacup. Il vecchio capo però, molto irritato, alzò l'offerta a venti cavalli. A quel punto non c'era più tempo e Quanah decise quindi di fuggire con Weckeah. Parlò con i suoi compagni che si dichiararono disposti ad aiutarli. La notte successiva Quanah in compagnia di Weckeah e una ventina di guerrieri, lasciarono di nascosto il villaggio e, dopo una cavalcata di parecchi giorni, giunsero ad un'affluente del Rio Conche. Cominciarono allora a fare molte razzie di cavalli, cosa assolutamente non disdicevole per i Comanche, anzi questa "attività" era da loro vista quasi come uno sport, in cui erano insuperabili maestri. Dopo un anno il gruppo di Quanah, che non era stato ancora scoperto, poteva contare su un numero considerevole di cavalli e di muli e poteva quindi rimettersi in contatto con la tribù. Da una parte Quanah aveva un seguito di più di duecento guerrieri, ma non appena il vecchio e invidioso Eckitoacup seppe dove viveva, partì con i suoi guerrieri per riprendersi Weckeah per suo figlio. Quando vide il gruppo di Quanah, si spaventò scoprendolo tanto numeroso e accettò un accomodamento. Quanah tornò dalla tribù e ben presto diventò il capo supremo, amato e rispettato, dei Kwahadi. I Kwahadi, che abitavano in un esteso territorio ai piedi della montagna Wichita, erano la tribù più bellicosa dei Comanche e fu anche l'ultima ad arrendersi ai bianchi. Quanah Parker si era rifiutato di partecipare alle trattative di Medicine Lodge:

Dite ai capi bianchi che i capi kwahadi sono guerrieri e si consegneranno solo dopo che saranno venute le giubbe blu e ci avranno sconfitto.

Le razzie dei Kwahadi divennero sempre più temerarie e i mercanti messicani fecero splendidi affari acquistando il bestiame rubato dai Kwahadi. Si valuta che migliaia di rancher, durante la guerra civile, comprarono centinaia di migliaia di capi di bestiame razziato da queste tribù. Nell'ottobre del 1871, il colonnello MacKenzie partì con seicento uomini per una missione punitiva contro i Kwahadi: Quanah mise in atto un'efficace controffensiva, seminando il panico tra i cavalli dei soldati e razziandone settanta. Dopo un inseguimento senza successo, MacKenzie dovette tornare, arrabbiatissimo, al forte. Anche nel 1872 i Kwahadi non mandarono delegazioni a Washington. Quanah Parker puntava molto di più sulla lotta contro i bianchi cacciatori di bisonti che si scatenavano contro i branchi di bisonti e nel giro di tre anni ne avevano abbattuti quasi quattro milioni. Fece quindi la proposta di attaccare l'insediamento di Adobe Walis e suscitò l'entusiasmo di una parte dei Kiowa, degli Cheyenne e degli Arapaho. Il 27 giugno, circa settecento guerrieri attaccarono Adobe Walis forti del fatto che uno stregone aveva assicurato che sarebbero stati protetti dalle pallottole, ma quando qualcuno di loro cominciò a cadere la rabbia si rivolse contro lo stregone. Fu tolto l'assedio e i Comanche si ritirarono sugli Altopiani. Nel settembre del 1874, Mackenzie attaccò il grande campo indiano a Palo Duro Canyon. I Kwahadi non godevano certo nel far la guerra ma la mancanza di viveri li costrinse ad arrendersi già la primavera successiva. Quanah aveva le idee chiare su che strada imboccare per la sua tribù: spinse quindi la sua gente a praticare l'agricoltura e ad utilizzare i benefici della civilizzazione e del progresso pur evitandone i pericoli. Per primo dimostrò di saper essere non solo un abile uomo d'affari ma coltivò anche ambizioni politiche. Sognava di rappresentare lo stato del Texas al Congresso di Washington perché riteneva di essere il candidato più adatto come rappresentante di uno stato popolato da bisonti e da indiani, come il Texas, in quanto nelle sue vene scorreva sangue di entrambe le razze. Ciò non accadde, ma Quanah visse comunque serenamente nella sua proprietà, rispettato sia dai bianchi che dagli indiani, dove riceveva numerosi amici e andava a caccia con ospiti illustri, tra questi il presidente Roosvelt. Fece inoltre molti viaggi a Washington e in altre città dell'Est. Quanah Parker rappresentava l'immagine ideale dell'indiano, era alto, atletico, con un viso dai tratti audaci e simpatici e la pelle colore del rame. Da sua madre aveva preso gli occhi azzurri. Portava gli abiti variopinti della sua tribù con la stessa dignità e naturalezza con cui portava gli abiti dei bianchi. La sua famiglia era composta, oltre che dalla moglie prediletta Weckaeh, da altre quattre mogli ( i Comanche erano poligami) e da un considerevole numero di figli, che frequentavano diligentemente la scuola della missione. L'ultimo grande capo degli Indiani degli Altopiani, il cui nome sopravvive nella città di Quanah, morì serenamente a casa sua, in Oklaoma. Il tempo delle fiere e bellicose tribù degli Altopiani apparteneva ormai al passato.

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