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Cultura dei Nativi Americani

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Re Filippo

Metacomet

Tribù: Wampanoag Nato: nel 1653 a Massachusetts | Morto: 12.08.1676 a Mount Hope
Re Filippo

Quando Penna Gialla, nel 1661, sentì che la sua vita era alla fine, si recò a Plymouth con i suoi due figli Wamsutta e Metacom per far imporre loro - dal governatore - nomi inglesi, e questo come dimostrazione di amicizia. Con riferimento ai due famosi rè macedoni, Wamsutta ricevette il nome di Alessandro e Metacom quello di Filippo. I due fratelli sposarono le figlie del capo Pocasset, Wetamoo e Wootonekanske.Nel maggio 1661, Penna Gialla morì. Wamsutta divenne il suo successore come capo supremo dei Wampanoag, Rè Filippo divenne il capo guerriero. Con preoccupazione seguirono le mosse dei bianchi che si espandevano sempre più finché, alla fine, non rimasero in possesso degli indiani che le due penisole di Bristol, con la capitale indiana Pokanoket, e di Tiverton sulla costa est della baia di Narraganset. I rapporti, fino ad allora piuttosto pacifici, tra bianchi e indiani furono sensibilmente disturbati dalla marmaglia priva di scrupoli che diveniva visibilmente sempre più forte tra i coloni. Quando i colonizzatori notarono che Wamsutta non era più tanto bendisposto e amichevole nei loro confronti come suo padre, ebbero l'impudenza di citarlo in giudizio con l'accusa di aver progettato una rivolta. Naturalmente Wamsutta si rifiutò di comparire di fronte a questo ridicolo tribunale, fu quindi arrestato, senza alcun riguardo, e morì pochi giorni dopo, nell'estate del 1662, in circostanze molto sospette; a ragione i fratelli della sua tribù sospettarono un avvelenamento. Il suo successore - come capo supremo dei Wampanoag e dell'alleanza dei Pokonoket - fu il fratello più giovane Metacom, che i bianchi chiamavano Re Filippo. Pochi anni più tardi questo nome sarebbe risuonato come un grido di terrore nelle colonie del New England. L'incessante penetrazione degli Inglesi, il voler legittimare l'insopportabile usurpazione di un paese, di cui non erano i legittimi sovrani, e la morte sospetta di Wamsutta fecero maturare in Re Filippo la decisione di cacciare gli odiati intrusi o di soccombere egli stesso. Voleva però evitare l'errore fatale che avevano commesso altri capi in tentativi simili, di combattere cioè di propria iniziativa e senza un'adeguata preparazione alla guerra. Segretamente concluse perciò alleanze con le tribù vicine, raccolse armi e munizioni, preparò depositi di provviste e addestrò i suoi guerrieri nell'utilizzo delle armi da fuoco, mentre cercava di rassicurare i bianchi con dichiarazioni di pace e di amicizia. Tuttavia l'atmosfera abbastanza tranquilla, ma pregna di presagi di sciagura, riempì ben presto i coloni di sfiducia e angoscia. Nuovamente si ebbe l'impudenza di trascinare in giudizio il capo a Taunton, per chiedergli conto dei suoi comportamenti. Rè Filippo si presentò accompagnato dalla sua guardia del corpo e presentò le sue argomentazioni con tale talento diplomatico che gli Inglesi dovettero credere alle sue dichiarazioni di pace. Rè Filippo, che voleva prender tempo, sottoscrisse, senza batter ciglio, un nuovo trattato di pace in cui si impegnava a consegnare tutte le armi. A titolo dimostrativo depose le proprie armi e così fece la sua guardia del corpo. Una volta rientrato alla sua residenza, a Mount Hope, naturalmente non pensò minimamente di consegnare altre armi; al contrario continuò i suoi preparativi per la guerra con maggiore intensità. Quando i bianchi gli posero un ultimatum egli mise due colonie - Massachusetts e Plymouth - l'una contro l'altra, con grande intelligenza diplomatica, e firmò un nuovo trattato. Nel frattempo i suoi piani di guerra prendevano forma concretamente: l'inizio delle ostilità fu stabilito per la primavera del 1676. Nello stesso momento si sarebbe cominciato a combattere in tutte le località del paese, per impedire i reciproci rifornimenti degli Inglesi. Ad eccezione dei Mohegan e di quanto rimaneva dei Pequot, che per un motivo assolutamente futile erano stati quasi sterminati dagli Inglesi, tutte le tribù del New England stavano dalla parte di Re Filippo. Più le sue iniziative avevano successo, più Re Filippo diventava ardito e conscio del proprio valore. A un amico bianco che tentava di dissuaderlo dai suoi progetti di guerra, rispose:

Quando gli Inglesi giunsero per la prima volta in questo paese, non erano che un pugno di persone disperate. Mio padre li ha aiutati, per quanto poteva. Ma ne vennero sempre di più. I consiglieri di mio padre cominciarono a preoccuparsi e lo pregarono di annientarli tempestivamente, prima che diventassero troppo forti. Poi avrebbero infatti potuto depredare gli Indiani del loro paese e imporre le loro leggi. Mio padre non li ascoltò e rimase loro amico. Purtroppo l'esperienza ha dimostrato quanta ragione avessero i suoi consiglieri.

Che il grande capo degli Indiani del New England, oltre che truce eroe di guerra, avesse le sue piccole debolezze lo dimostra una strana richiesta che Re Filippo inviò con un messaggio personale al capitano Hopestill Forks a Dorchester:

Egregio signore!
Abbia la bontà di ricordarsi che, quando ci incontrammo a Wading River, mi aveva promesso sei libbre di merci diverse. Ora io le chiedo di farmi avere a mezzo di questo indiano cinque iarde di lana chiara per un mantello, una camicia olandese ben rifinita e un paio di pantaloni indiani: ho bisogno di tutto ciò. Per questo la prego, egregio signore, di mandarmi queste cose con l'indicazione del prezzo; inoltre seta, bottoni e sette iarde di passamaneria ornamentale. Non voglio disturbarla oltre

Re Filippo, sua Maestà P.P.
Mount Hope, 15 maggio 1672.


Fu un particolare avvenimento a gettare la scintilla nel barile di polvere da sparo: John Sassamon, un Wampanoag battezzato, che aveva vissuto per qualche tempo con gli inglesi ed era il segretario privato di Re Filippo, rivelò i piani del suo capo agli inglesi. Gli fu promesso che sarebbe stato mantenuto il silenzio, dopo di che egli abbandonò Re Filippo e tornò a Middlesborough come predicatore. Poco dopo fu trovato morto sotto il ghiaccio di uno stagno, vicino a Plymouth. La cattiva coscienza fece sospettare ai bianchi la verità: furono fatti prigionieri tre guerrieri, tra i quali Tobias, un consigliere di Re Filippo, che vennero giudicati e giustiziati. Re Filippo era adirato per la nuova ingerenza dei bianchi in faccende indiane e diede l'ordine di aprire le ostilità:

Fratelli, vedete davanti a voi questo grande paese, che il Grande Spirito ha dato ai nostri padri e a noi: vedete cervi e bufali, di cui viviamo. Fratelli, vedete le nostre donne e i nostri bambini, che senza di noi patirebbero fame e freddo. Voi vedete ora anche il nemico che diventa sempre più ardito e insolente, che ignora le nostre antiche usanze, rompe i trattati nostri e dei nostri padri, ci offende nel modo più grave... sotto i nostri occhi i nostri fratelli vengono macellati e le loro anime esortano a vendicarli. Fratelli, questi uomini che vengono da un mondo straniero, abbatteranno i nostri alberi, distruggeranno la nostra cacciagione e i nostri campi e cacceranno noi e i nostri figli dalle tombe dei nostri padri e dai fuochi dei nostri raduni; faranno schiavi le nostre donne e i nostri bambini!

Il destino di Re Filippo fu strettamente legato a quello del suo compagno di lotta Canonchet, il nobile capo dei Narraganset, per tutta la durata degli avvenimenti successivi che - nella storia del New England - prendono il nome di Guerra di Re Filippo

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