Soi-en-ga-rah-ta
Il padre di re Hendrick era un Moicano, sua madre un indiana Mohawk. Hendrick, un guerriero intelligente quanto temerario, divenne non solo il più potente capo Mohawk, ma anche colonnello dell'esercito coloniale britannico. Nel 1710 si trovava con altri tré capi Irochesi per firmare un patto di assistenza. Gli Inglesi consideravano allora gli Irochesi come un baluardo contro la Francia. La loro importanza era tale che i quattro capi furono accolti con tutti gli onori e furono ricevuti in udienza dalla regina Anna. William Johnson si era stabilito nella valle del fiume Mohawk e viveva facendo il fattore e commerciando pelli e, grazie al suo comportamento corretto e amichevole, ottenne la fiducia di re Hendrick. Particolarmente significativo per dimostrare la scaltrezza fuori dal comune, ma anche la generosità del capo, è il seguente episodio: quando Johnson ricevette una fornitura di begli abiti dall'Inghilterra, lo scaltro capo raccontò di aver sognato che Johnson gliene avrebbe donato uno. A Johnson non rimase altro da fare che regalare a Hendrick un'uniforma scarlatta. A sua volta Johnson raccontò di aver sognato che Hendrick gli avrebbe donato cinquecento acri del miglior terreno, nella valle del Mohawk. Hendrick rispose:
Ti appartiene, ma d'ora in poi non voglio più sognare con te.
In seguito Johnson fu addirittura nominato capo dei Mohawk. La sua influenza era tale che erano pronti ad andare contro i Francesi anche senza l'approvazione delle altre tribù della League ofiroquois e a rinunciare alla loro neutralità. Nel 1746, dopo la morte della sua prima moglie, Johnson tese a rendere i legami con i Mohawk ancora più stretti e sposò quindi la nipote di re Hendrick. Johnson era consapevole dell'importanza politica di questo passo, quando chiese al capo di concedergli la mano di sua nipote. Re Hendrick acconsentì, ma pretese che l'unione fosse legale: nonostante le proteste degli ambienti puritani, la cui boria religiosa e razziale non tollerava un simile matrimonio, Johnson sposò la bella Caroline. Questa grande amicizia tra re Hendrick e Johnson rese inoltre possibile che la valle del Mohawk fosse risparmiata dagli influssi della Guerra di re Giorgio poiché i Francesi si concentrarono su altri obiettivi. La pace di Aix-la-Chapelle pose fine alla guerra, ma i Francesi cercarono di mettere discordia tra le varie tribù per indebolire gli Inglesi. Tutto ciò portò a una nuova guerra, che però, grazie all'intervento di Johnson e al comportamento giudizioso di re Hendrick, durò poco. Hendrick e altri capi Irochesi invitarono il governatore Clinton a riconfermare Johnson come Commissario per gli Indiani. Johnson rifiutò, ma si sforzò come prima di far valere positivamente la propria influenza. Quando i Francesi nel 1753 spinsero la loro area di influenza oltre il fiume San Lorenzo e cercarono di porre sotto il loro controllo il territorio dell'Ohio, gli Irochesi, furenti, mandarono re Hendrick a New York, dove minacciò che l'intera nazione Irochese si sarebbe schierata al fianco dei Francesi e avrebbe attaccato le colonie inglesi se l'Inghilterra non avesse protetto i diritti degli Irochesi. Fu ancora Johnson a salvare la situazione, poiché parlò agli Irochesi prima del grande raduno delle Five Nations e li dissuase da quel passo. Il 19 giugno 1754, ebbe luogo ad Albany un grande raduno: il nuovo governatore di New York, de Lancey, ne era il presidente, re Hendrick era il portavoce degli Irochesi; fu trattato con la massima considerazione e non solo per la sua età. De Lancey nel suo discorso d'apertura rinnovò il giuramento sull'alleanza, poi prese la parola il capo Mohawk, dai capelli grigi:
Vi ringraziamo per aver rinnovato il legame di alleanza e avergli ridato lucentezza. Noi vogliamo partecipare a questo cordone protettivo per gli Onondaga, in cui il fuoco del nostro consiglio continuerà ad ardere e ne tuono ne fulmine potranno distruggerlo. Ma rinforzatevi e portate quanti più soldati possibile in questa alleanza. Guardate i Francesi! Sono veri uomini, costruiscono ovunque fortificazioni, voi invece - volenti o nolenti dobbiamo dirvelo - siete come delle donnette, nude e inermi; non avete costruito alcuna fortificazione dal Canada a qui; i Francesi possono arrivare senza fatica e buttarvi fuori.
Queste parole ebbero un effetto momentaneo ma gli sforzi del governatore per proteggere i coloni inglesi, rimasero scarsi. Senza che la guerra fosse dichiarata da una delle due parti, ricominciarono gli scontri tra Inghilterra e Francia. A dare il via fu la conquista, il 4 luglio 1754, di Fort Necessity. Cominciò così la guerra anglo-francese. Uno dei punti culminanti fu la schiacciante sconfitta del generale Braddock, presso Fort Duquesne, il 9 luglio 1755. Quando i francesi, poco dopo, approdarono a South Bay con un esercito di mille e quattrocento uomini e si misero in marcia, a tappe forzate, verso Fort Edwards, fu necessario per gli inglesi agire in fretta. Immediatamente fu mandato un contingente di mille uomini, al comando del colonnello Ephraim William per difendere Fort Edward. All'inizio si presentarono solo cinquanta guerrieri Irochesi, guidati da re Hendrick, ma più tardi si unirono ancora circa duecento guerrieri. Quando fu esposto il piano di mandare contro i Francesi solo un piccolo reparto, il vecchio capo Mohawk obiettò laconicamente:
Se devono combattere sono troppo pochi, se devono morire, sono troppi.
Egli respinse anche la proposta di dividere in tre reparti le truppe. Afferrò tre pezzi di legno e disse:
Se li tenete insieme non li potete rompere, se li separate, potete farlo facilmente.
Poco prima della battaglia, Hendrick salì su un fusto di cannone e rivolse un discorso ai suoi guerrieri. Li invitò ad essere coraggiosi e ad essere fedeli ai loro alleati. Un ufficiale inglese riferì in seguito di non aver capito nulla ma che solo la voce, lo sguardo e i gesti del vecchio capo erano così potenti e pieni di entusiasmo che quel discorso lo colpì così profondamente come nessun altro. Il reparto avanzato degli inglesi giunse, 1'8 settembre 1755, a quattro miglia dall'accampamento francese. Il barone Dieskau, capo dei francesi e dei loro alleati, tese loro un'imboscata: improvvisamente inglesi e Irochesi divennero bersaglio di una grandinata di pallottole e di frecce. William e re Hendrick, gli unici due a cavallo, caddero alla prima salva di colpi. Il reparto sconfìtto si ritirò. Quando il figlio di Hendrick seppe della morte di suo padre si mise la mano sul cuore e disse:
Mio padre vivrà qui per sempre. Ora il figlio è padre ed è pronto alla lotta.
Re Hendrick il grande capo Mohawk era morto, i suoi guerrieri tornarono a casa in lutto; tra loro si trovava un ragazzo tredicenne destinato a superare la fama del morto: Joseph Brant.
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