Sacagawega
Donna Uccello fu rapita dai guerrieri Piedineri, durante una caccia al bisonte della sua tribù, quando aveva 12 anni, e poi comprata come schiava dagli Hidasta. A quattordici anni fu rivenduta alla guida franco-canadese Toussaint Charbonneau, di cui divenne moglie. Nel 1805 fu impiegata come interprete da Lewis e Clark, durante i preparativi della loro spedizione. Fu allora che i due esploratori conobbero anche Donna Uccello che si dimostrò molto più utile del marito per la spedizione. Donna Uccello fu particolarmente valida, soprattutto per la sua conoscenza dei luoghi. Conosceva i territori di caccia della sua tribù a est e a ovest del passo di Lembi, oltre alla regione fino a Three Fork, dove era stata da bambina durante la caccia al bisonte della sua tribù. Da lì era stata portata dagli Hidatsa nei loro villaggi, sul Missouri. Charbonneau l'aveva portata con sé alla caccia al bisonte nella zona a ovest del Missouri e con lei si recava, almeno una volta all'anno, nella zona britannica per gli scambi commerciali sul fiume Assiniboin. L'incarico dato a Charbonneau da Lewis e Clark si limitava alle trattative con gli Hidatsa, di cui conosceva la lingua. Non era prevista la sua utilizzazione fino alla fine della spedizione. Presto, però, si resero conto che per la loro audace impresa avrebbero avuto certamente bisogno di cavalli e solo dagli Shoshoni avrebbero potuto riceverne a sufficienza. Fu per questo che assunsero Donna Uccello come interprete e mediatrice, perché garantiva rapporti pacifici con gli Shoshoni e inoltre si sarebbe occupata di tutti quei lavori che spettavano a una donna, come cucire abiti con le pelli, fare mocassini e occuparsi del benessere dei membri della spedizione. Si prendeva poi cura di suo figlio neonato "Pomp" che aveva circa due mesi alla partenza della spedizione e che sarebbe diventato ben presto il beniamino di tutti quegli uomini rudi. Il 7 aprile 1805, si poteva leggere questo resoconto sul diario della spedizione:
La moglie di Charbonneau ci accompagnava con il suo piccolo, ci auguriamo che possa esserci utile anche come interprete con gli Snake.
Si è spesso raccontato che Donna Uccello avrebbe portato Lewis e Clark oltre le Montagne Rocciose. Di certo è esagerato perché per quest'impresa non le sarebbe bastata la conoscenza dei luoghi. Più semplicemente condusse la spedizione oltre il passo Lemhi e per alcuni altri sentieri che conosceva di questa regione. In ogni caso furono proprio Lewis e Clark a tessere le lodi di Donna Uccello. Se Charbonneau, che non era molto esperto di torrenti o rapide, incagliava la barca, era la coraggiosa indiana a salvare il prezioso carico con mezzi di fortuna. Sopra le grandi cascate del Missouri il viaggio divenne sempre più difficoltoso. Donna Uccello si ammalò gravemente e fu quindi portata alle sorgenti termali che si trovavano nelle vicinanze. Tutti i componenti della spedizione si fermarono qui per circa un mese, dal 15 giugno al 16 luglio, e in quel periodo gli uomini fecero, con grandi sforzi, risalire il fiume alle barche (e al carico) per circa trenta chilometri e, finalmente, il 10 agosto raggiunsero lo spartiacque tra il golfo del Messico e l'oceano Pacifico. Qui incontrarono anche il primo villaggio shoshone a cui si avvicinarono sventolando la bandiera americana. La diffidenza degli Shoshoni, che temevano un attacco dei loro eterni nemici, i Piedineri, scomparve quando videro Donna Uccello, una della loro tribù, e si tramutò presto in gioia, perché fra gli abitanti del villaggio viveva un fratello di Donna Uccello, Cameahwait. Per Lewis e Clark non vi fu alcuna difficoltà ad ottenere i cavalli necessari, la cui mancanza non avrebbe permesso di proseguire il viaggio. Gli Shoshoni si dimostrarono molto ospitali e offrirono ai visitatori, tra l'altro, squisiti salmoni arrostiti. Lewis e Clark furono così certi che lo spartiacque era ormai vicino, perché i salmoni non potevano aver risalito il fiume che dal Pacifico. In ogni caso il fiume dei salmoni non era navigabile ne con barche ne con canoe. Gli Shoshoni però avevano indicato loro un sentiero per far proseguire la spedizione a cavallo. Il 12 settembre, Lewis e Clark superarono il passo di Lolo e dieci giorni dopo raggiunsero il villaggio dei Nez Percé, dove furono accolti con altrettanta amicizia. Attraversarono i fiumi Snake e Columbia e, il 15 novembre 1805, raggiunsero l'agognata meta: davanti a loro si stendeva l'oceano Pacifico! In una casa di legno, che poi prese il nome di Fort Clatsop, trascorsero l'inverno e a primavera tornarono alla base di partenza. Fu ancora Donna Uccello a guidare la spedizione, attraverso passi di montagna quasi invalicabili. La pubblicazione dei racconti di viaggio di Lewis e Clark determinò la grande popolarità di questa semplice donna indiana.
Con il suo bimbo in fasce cavalcava a fianco degli uomini, ci guidava con sicurezza attraverso passi di montagna e per regioni disabitate; era intelligente, allegra, conosceva sempre una via d'uscita, non era mai stanca ed era fedele come l'oro. Ci riempì tutti di entusiasmo.
Alla fine della spedizione si separò da Charbonneau e rimase con suo figlio nella tribù degli Shoshoni del Wyoming, dove sposò un Comanche con cui rimase fino alla morte di lui. In seguito sposò un francese che però fu ucciso poco dopo. Clark si diede da fare perché suo figlio Baptiste potesse frequentare la scuola a Saint Louis. Ma Donna Uccello non volle lasciare il paese, neppure quando il duca Paul Wilhelm von Wiirttemberg - l'audace esploratore fece il suo primo viaggio nell'America del Nord tra il 1822 e il 1824 - adottò Baptiste e lo portò con sé in Wiirttemberg. Nel corso del suo secondo viaggio del 1829 nel corso superiore del Missouri, lo riportò indietro! All'età di venticinque anni, nel 1830, Baptiste tornò dalla sua tribù. Nel 1871, portò la madre nella nuova riserva shoshone, dove si occupò di lei fino alla morte, nel 1884. Un anno dopo toccò a lui morire. Alla confluenza dei fiumi Snake e Columbia vi è, oggi, il Parco Donna Uccello, esattamente nel luogo dove un tempo aveva posto il campo la spedizione di Lewis e Clark, in ricordo della donna indiana più famosa, accanto a Pocahontas, dell'America del Nord. A suo figlio "Pomp" fu dedicato il famoso Pompey's Pillar, una grande roccia su cui, nel corso degli anni, sono stati incisi molti nomi e messaggi, alcuni anche con la grafia figurata degli indiani. Anche lo stesso Clark volle lasciare la sua firma a Pompey's Pillar. Nell'estate del 1905, cento anni dopo la spedizione di Lewis e Clark che all'epoca fece grande sensazione, fu eretta nel parco cittadino una statua di bronzo in onore della più famosa indiana dell'Ovest. Se anche Donna Uccello è forse stata troppo idealizzata e avvolta di romanticismo e forse non avrebbe meritato una simile fama, è certo che in quanto idealmente incarna il prototipo della donna indiana semplice e diligente, merita di certo questo monumento. Donna Uccello aveva trascorso gli ultimi decenni con una sezione di Shoshoni chiamata Washakie 's Band. Ne era capo Washakie che durante la sua vita era sempre stato ben disposto nei confronti degli Americani e li aveva appoggiati massicciamente in ogni impresa. È quindi naturale che per gli Americani rappresentasse l'ideale dell'indiano "buono".
💬 Commenti (0)
Lascia un commento
👋 Nessun commento ancora. Sii il primo a lasciare un commento su questa biografia!