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Cultura dei Nativi Americani

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Roman Nose

Woquini

Tribù: Cheyenne del Sud Nato: nel 1835 a Colorado | Morto: 17.09.1868 a sola di Beecher
Roman Nose

Gli Cheyenne avevano parecchie associazioni di tipo militare, ognuna delle quali aveva un capo, generalmente molto temuto per la sua audacia. Una di queste associazioni era quella dei Crooked Lances, con a capo Roman Nose. Per molti aspetti lo possiamo paragonare a Cavallo Pazzo e a Osceola: come loro era un grande stratega e un combattente molto coraggioso, anche lui ebbe un seguito di molti guerrieri pieni di entusiasmo e anche lui morì prematuramente. Fin dai tempi della spedizione punitiva del generale Sully (1863-64), si era opposto al comportamento arrendevole di Black Kettle e aveva cominciato ad attaccare gli invasori bianchi. Quando il massacro di Sand Creek portò l'indignazione al culmine, incitò alla vendetta contro gli assassini. Uno dei primi obiettivi fu la stazione di Piatte Bridge. Fu durante quell'assedio che si verificò il famoso episodio del Wagon-Box-Fight, in cui trovò la morte il fratello di Roman Nose, che subito radunò i suoi guerrieri e attaccò il deposito di carrozze da tutte le parti e ne uccise tutti gli strenui difensori. Ma già nell'agosto 1865 i militari ripresero l'offensiva. Il generale Conner attaccò con duemila uomini un villaggio arapaho e diede fuoco a tutte le scorte di viveri. Sioux, Cheyenne e Arapaho si riunirono nuovamente per punire Connor e così, ancora una volta, gli Altopiani del Nord erano in tumulto! Nell'estate del 1865, Roman Nose si era ritirato in solitudine per trovare nella preghiera la forza per affrontare le imminenti battaglie e per ottenere la protezione del Grande Spirito. Un vecchio stregone gli preparò un sontuoso copricapo e di certo doveva suscitare una grande impressione il coraggioso capo che, su un pony bianco, cavalcava alla testa dei suoi guerrieri. Una delle cose di cui Roman Nose si rese conto nei mesi successivi era la triste costazione che le armi della sua gente non erano migliorate nel tempo e che era necessario un rapido ammodernamento. Inoltre si era messo all'opera già da tempo perché i suoi guerrieri prendessero confidenza con le tattiche dei bianchi. Nella primavera del 1866, Roman Nose andò alla caccia al bisonte senza curarsi del trattato stipulato da Black Kettle, in quanto personalmente non aveva firmato nulla. I tentativi di spingerlo a sottoscrivere i trattati, specie da parte del maggiore Wynkoop, erano stati sempre respinti sdegnosamente. Gruppi sempre più numerosi di guerrieri cheyenne scontenti si univano a lui e Roman Nose progettò di attaccare tutte le stazioni di posta che attraversavano il territorio di caccia degli Cheyenne e di distruggerle. Nello stesso anno si tenne un Consiglio, nei pressi di Fort Ellsworth, in cui Roman Nose espose il suo punto di vista ma la sua controparte, il generale Palmer, rimase però ostinatamente sulle sue posizioni e non prese sul serio gli avvertimenti.

Non vogliamo una ferrovia rumorosa nel nostro territorio di caccia, dove noi cacciamo i bisonti. Se i visi pallidi avanzeranno nel nostro paese, scalpi freschi dei vostri fratelli si aggiungeranno alla collezione degli Cheyenne. Questo io dico!

Anche l'agente della Overland Stage, la compagnia ferroviaria, mise in guardia Roman Nose e gli intimò di lasciare il percorso della ferrovia entro due settimane. Fortunatamente ci furono delle precoci tormente di neve che lo fecero allontanare prima del tempo. Il generale Hancock chiese allora di trattare con gli Cheyenne. Quattordici capi si presentarono a Fort Lamed, ma con grande delusione di Hancock, Roman Nose non era fra loro. Alla sua brusca domanda su quale ne fosse il motivo, gli fu risposto che Roman Nose non era un capo. Hancock, furente, decise di andare nel villaggio cheyenne per parlare con Roman Nose. Il guerriero però, quando ne fu informato, era diffidente e non voleva che i soldati entrassero nel villaggio e, infine, non dava molto credito al colloquio con Hancock. Alla fine i capi guerrieri gli affidarono il comando mentre donne e bambini si misero in cammino vero nord, per mettersi al sicuro. Roman Nose, a cavallo, andò incontro ai soldati ma, poiché aveva minacciato di uccidere Hancock, gli Cheyenne mandarono con lui il capo Bull Bear per trattenere l'esuberante capo guerriero dal compiere azioni avventate. Roman Nose, che indossava una fastosa giacca da ufficiale, era armato con fucile, pistole, un arco e una faretra piena di frecce e portava una bandiera bianca. Lo seguivano circa trecento guerrieri a cavallo. Il colloquio con Hancock fu molto breve. Roman Nose spiegò:

Non vogliamo la guerra, se l'avessimo voluta non saremmo venuti vicino ai vostri cannoni.!

Quando Hancock fu informato che donne e bambini erano stati allontanati, invitò i capi indiani a farli tornare al villaggio. Fu chiaramente una pura provocazione, e i capi degli Cheyenne lo capirono subito, finsero di promettere di acconsentire all'ordine del generale e si allontanarono. Solo due giorni dopo Hancock si accorse di essere stato imbrogliato e, infuriato, fece dare alle fiamme il campo abbandonato e le scorte. Questo atto barbarico ebbe come conseguenza una lunga serie di assalti a coloni, operai della ferrovia, stazioni di posta e carrozze postali, messi in atto dai guerrieri di Roman Nose e dagli amici Sioux, che in breve distrussero tutto ciò che i bianchi avevano costruito illegalmente. Ancora una volta un'iniziativa di pace, questa volta condotto dall'incapace Hancock, portò alla guerra. Dopo l'insuccesso della spedizione, a Washington si cominciò a pensare a una commissione di pace che, più tardi, si sarebbe tenuta a Medicine Lodge Creek. Roman Nose dichiarò che avrebbe boicottato le trattative, finché vi avesse preso parte il generale Sherman. Che fosse seriamente pronto a fare questo passo per la pace lo testimonia questa dichiarazione:

Se continuate la lotta, morirete tutti. Questa non è solo una commissione per la pace, ma anche una commissione per la guerra.!

I commissionari per la pace erano convinti che il successo delle trattative dipendesse in gran parte dalla partecipazione di Roman Nose, il più potente capo degli Cheyenne del Sud. Non era però possibile farlo venire a Medicine Lodge: si limitò, infatti, a chiedere che Black Kettle prendesse rapidamente qualsiasi provvedimento perché gli Cheyenne potessero vivere tranquilli. Gli sviluppi successivi alla firma del trattato diedero ragione ai timori di Roman Nose. Durante i disordini dell'estate 1868 il generale Sheridan formò una compagnia di Scouts, per verificare dove fossero accampati gli indiani. Alcuni Sioux, che girovagavano a cavallo in quella zona, scoprirono l'accampamento dei bianchi e ne informarono subito gli Cheyenne. Capi e guerrieri fecero pressione su Roman Nose perché li guidasse contro gli invasori bianchi. E così fu: il grosso delle forze andò avanti in funzione dell'attacco che era previsto per il mattino successivo, ma, contro il parere di Roman Nose, si decise di attaccare con tutti i guerrieri e alcuni di loro assalirono, di propria iniziativa, i cavalli degli esploratori, dando così l'allarme, tanto che il grosso delle forze di Sheridan si ritirò su una piccola isola sul fiume, Beechers Island. L'assedio durò per tutto il giorno senza alcun successo! Nel pomeriggio giunse Roman Nose e si preparò per la battaglia. Portava i colori di guerra degli Cheyenne, giallo, nero e rosso e, ritto sul suo cavallo, andò in riva al fiume. Deve aver avuto il presentimento che sarebbe stato il suo ultimo giorno. Durante il primo assalto fu raggiunto da una pallottola al ventre e cadde da cavallo e solo quando si fece buio i suoi guerrieri lo trovarono. Morì quella stessa notte, si dice il 17 settembre 1868, uomo amato e rispettato dai suoi guerrieri dei quali incarnava tutte le qualità che avevano reso gli Cheyenne la tribù degli Altopiani più combattiva, più cavalieresca e più fiera. Dopo la morte del loro capo più famoso, gli Cheyenne del Sud si divisero ancora: una parte andò con il capo Little Robe nella povera riserva nei pressi di Camp David, gli altri, con Tali Bull, si diressero a nord per unirsi con gli Cheyenne del Nord. Ma Tali Bull cadde a Summit Springs in uno scontro con la cavalleria del generale Carr; i superstiti riuscirono comunque a fuggire e infine raggiunsero la loro meta: la loro patria sul fiume Powder. Il destino degli Cheyenne del Nord non fu meno tragico di quello dei loro fratelli del Sud. I più famosi personaggi di questa parte degli Cheyenne furono due capi: Dull Knife e Piccolo Lupo.

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