Tikamthi, Tecumtha
L'ascesa di Tecumseh a grande capo non soltanto della sua tribù ma di tutto il "vecchio Nord-Ovest" si era delineata molto presto. Giacca Blu aveva potuto seguire l'eccezionale sviluppo fisico e spirituale del suo "fratellastro". Sapeva bene che il ragazzo sarebbe stato presto capace di imprese straordinarie e coltivò la speranza motivata che Tecumseh avrebbe guidato il suo popolo alla vittoria definitiva e a una pace duratura. Ancora una volta tutte le speranze degli Indiani del "vecchio Nord-Ovest" si concentrarono su un uomo, la cui fama brillava luminosa come una stella. Il giovane Tecumseh osservava con occhio attento la situazione confusa, dopo la dichiarazione d'indipendenza degli Americani e le loro dispute con gli Inglesi, che vedeva Indiani schierati da entrambe le parti che si spronavano a vicenda in sanguinosi combattimenti. Potè osservare, persino nel suo fratello gemello, quale diabolica influenza avesse l'acquavite e vide con raccapriccio il ruolo importante che corruzione e subornazione avessero tra i bianchi. Il suo entusiasmo giovanile si infiammò per i racconti sui grandi uomini di stato indiani, come Pontiac e Joseph Brant. Sicuramente cominciò a germogliare in lui l'idea di agire come questi uomini o di fare anche meglio di loro. A soli quindici anni prese parte a un combattimento, nel corso del quale potè assistere alla tortura dei prigionieri, che suscitò in lui per tutta la vita orrore per simili atrocità. A diciannove anni fece un viaggio in Geòrgia, presso i Creek e i Cherokee, con alcuni guerrieri e suo fratello maggiore Chicksika che si era fatto carico dell'educazione di Tecumseh, con la sorella Recumapease, dopo la morte del padre Pucksinwah. Chicksika cadde in combattimento e Tecumseh assunse il comando delle truppe. Per legittimare il suo nuovo ruolo di comandante e per mettersi alla prova attaccò con successo il più vicino insediamento dei bianchi. Fece visita a tutte le tribù più importanti del sud e tornò solo tré anni dopo, proprio in tempo per partecipare alla battaglia contro Arthur Saint Clair e mettersi in evidenza. Nel 1794 combattè alle cascate Timbers e brillò ancora per la sua straordinaria audacia. Quando Giacca Blu, nel 1795, firmò il patto di Greenville, Tecumseh fu molto critico e definì il trattato come un pezzo di carta senza valore. Le parole del giovane Tecumseh rivelano una profonda conoscenza della condizione del suo popolo e rappresentano un atto di fede per la sua vita futura:
II mio cuore è come una pietra, pesante di tristezza per il mio popolo, freddo per la consapevolezza che nessun trattato terrà lontano i bianchi della nostra terra, e duro perché so che mi dovrò opporre finché vivrò e respirerò.
Poco dopo radunò attorno a se una schiera di guerrieri Shawnee che vagavano qua e là. Nel 1798 accettò un invito dei Delaware per andare a caccia sul fiume White in Indiana, dove dimostrò di essere un eccellente cacciatore. Nel 1805 diverse sezioni degli Shawnee chiesero una riunificazione della tribù; nel corso di un incontro a Greenville si mise in luce per la prima volta Lalawethika, che avrebbe partecipato in modo determinante all'ascesa di suo fratello Tecumseh.
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