NATIVI

Cultura dei Nativi Americani

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Gambe Di Legno

Kummok'quiviokta

Tribù: Cheyenne Nato: 1858 a Fiume Cheyenne | Morto: 1940 a ??
Il suo nome in Cheyenne fu Kummok'quiviokta e nacque lungo le rive del fiume Cheyenne, nel South Dakota, presso una banda di Cheyenne settentrionali. Il nome gli fu dato perché aveva le gambe forti e robuste, che non si stancavano mai. Partecipò alla battaglia del Powder nel marzo del 1876, quando il suo grande villaggio fu attaccato dal colonnello Reynolds della colonna di Crook. La sua testimonianza chiari, una volta per tutte, che il campo attaccato dai soldati non era quello di Cavallo Pazzo, come credettero i soldati e molti degli storici successivi, ma un grande campo Cheyenne dove si trovavano alcune tende Oglala e Brulé. Gli Cheyenne si rifugiarono nel grande villaggio di Toro Seduto e per alcuni mesi ne seguirono le vicissitudini durante la guerra del 1876-77. Gambe di Legno fu tra gli esploratori che nel giugno successivo avvistarono per primi la colonna di Crook che risaliva il Rosebud: «Costeggiammo il Powder arrivando quasi alla sorgente del torrente Lodgepole. Uno di noi, che si chiamava Sioux Zoppo, sali su una collina per avere uno sguardo d'insieme della zona. Poco dopo cominciò a segnalare. Aveva visto un accampamento di soldati. Andammo tutti a vedere: era proprio un accampamento militare. Nascondemmo i cavalli fino a quando non si fece buio. Vedemmo i fuochi del bivacco. Ci dirigemmo là con molta prudenza. La mattina dall'alto di una roccia, vedemmo una ventina di indiani che partivano dall'accampamento dei soldati. Erano Corvi o Shoshoni? Ce lo domandammo ma nessuno sapeva niente. Ci consultammo se non fosse il caso di attaccarli. Ma alla fine fummo tutti d'accordo che il rischio era troppo grande. La cosa da fare in quel momento era di tornare al nostro campo sul Rosebud e riferire quello che avevamo visto». Partecipò alla battaglia del ROSEBUD, dove fu testimone dell'umiliazione di Nuvola Rossa Jack, figlio del grande capo Lakota, al quale fu strappato il casco di guerra del padre, dagli scout Absaroka di Crook. Era nel campo degli Cheyenne del Little Big Horn, quando il battaglione di Reno attaccò il villaggio Hunkpapa. Gambe di Legno entrò nella mischia, inseguendo i soldati in fuga dal bosco dove si erano rifugiati dopo le prime fasi della battaglia. Nella zuffa uccise due soldati corpo a corpo e catturò due fucili. Partecipò anche allo scontro contro il battaglione di Custer dove, con gli altri guerrieri armati di fucile, contribuì a tenere sotto il fuoco le compagnie mentre si ritiravano sul crinale dell'ultima resistenza. Nel pomeriggio e nella giornata successivi, rimase sulle colline a tenere impegnati i superstiti del 7° Cavalleria assediati sulla Collina di Reno. In particolare, Gambe di Legno combatté i volontari che scendevano al fiume per prendere l'acqua e, appostato tra gli indiani sulla riva, vide i soldati scendere nel canalone: «Vennero dei soldati a prendere l'acqua al fiume, proprio come avevano previsto i nostri capi. I bianchi scendevano furtivamente, giù per un profondo canalone, poi attraversavano di corsa un tratto allo scoperto fino al fiume. Ognuno aveva un secchio; lo riempiva e tornava di corsa al canalone. Io mi appostai con altri in un punto dove questi si potevano vedere bene. Sparai a uno proprio mentre si rizzava col secchio pieno. Cadde in avanti e finì nel fiume. La corrente lo travolse: lui cercava di nuotare ma non ci riusciva. Saltai fuori dal nascondiglio e corsi verso di lui. Due guerrieri Sioux mi passarono avanti. Uno entrò in acqua e stordì il soldato con la canna del fucile. Alla fine afferrò il bianco, lo colpì di nuovo e lo trascinò cadavere a riva». I ricordi sul Little Big Horn che Gambe di Legno narrò allo storico americano Thomas Marquis, sono ancora di grande interesse, perché descrivono le esperienze di un combattente che si getta nella mischia, nella polvere e nel caos della battaglia. Degni di nota sono i ricordi dei momenti vissuti dopo la battaglia, quando con gli altri indiani Gambe di legno si aggirava tra i cadaveri dei soldati, osservando quei nemici venuti a combattere e a morire. Alcune sue affermazioni sono tuttora molto controverse, soprattutto quelle sui suicidi in massa dei soldati, e ad un'analisi attenta sembrano amplificate da chi le raccolse, perché la maggior parte della narrazione di Gambe di Legno appare sincera, onesta e veritiera. I suoi giudizi su Toro Seduto, che accolse e protesse gli Cheyenne che avevano perduto tutti i loro averi sul Powder, sono dettate da un sincero e commosso riconoscimento dei meriti di un grande capo, amico del suo popolo. Occorre ricordare che quando Gambe di Legno narrò questi fatti, la figura di Toro Seduto era particolarmente calunniata e messa in secondo piano da tutta un serie di storici in malafede, che riprendevano e pubblicavano le notizie inventate di sana pianta dagli agenti governativi americani, nemici del grande statista. Dopo la resa degli Cheyenne Gambe di Legno fu esiliato nel Territorio Indiano. Non partecipò all'esodo di Coltello Spuntato e Piccolo Lupo, ma ugualmente, poco tempo dopo, abbandonò quei tristi territori e ritornò nella sua terra. Nella riserva Cheyenne, fu per breve tempo scout dell'esercito e nel 1908 si convertì al cristianesimo. In seguito divenne l'informatore di Marquis il quale, probabilmente senza intenzioni perché onesto e coscienzioso, travisò alcune delle affermazioni del vecchio guerriero, ma ne consegnò alla storia la preziosa e bella testimonianza.

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