Tashunka Witko
I genitori gli fecero impartire la miglior istruzione ipotizzabile come guerriero, tanto che - ancora ragazzo - poté prender parte a battaglie contro Corvi, Shoshoni e altre tribù nemiche storiche dei Sioux. A soli sedici anni partecipò a una missione contro i Gros Ventres, sotto il comando del famoso capo Sioux Hump. Durante il combattimento, fu ucciso il cavallo di quest'ultimo, che si trovò impotente in balia dei nemici, ma Cavallo Pazzo cavalcò rapido come un fulmine con il suo pony e lo salvò da quella scomoda situazione. I due fuggirono poi sul cavallo del giovane guerriero. Fu presente anche alla battaglia sul fiume Sweetwater (1861) in cui gli Shoshoni, con a capo il famoso capo Washakie, subirono una pesante sconfitta. Da allora Cavallo Pazzo fu annoverato tra i più famosi guerrieri della sua tribù. Pare che il suo nome derivi da un fatto accaduto alla sua nascita, quando un cavallo imbizzarrito attraversò il villaggio.
Secondo un'altra versione avrebbe ricevuto questo nome, Cavallo Pazzo, per le analogie tra il suo comportamento e quello di un nobile, famoso destriere, mentre secondo Fielder lo avrebbe già portato suo padre. Cavallo Pazzo fu descritto come un uomo di aspetto particolarmente gradevole, di statura imponente, insomma quasi un apollo, un luminoso esempio di cultura ed educazione, sempre misurato e cortese, nato per essere un capo. Per dare un'idea del suo carattere, basti dire che non tolse mai lo scalpo a un nemico, non indossò mai gli abiti ricchi e sontuosi dei capi o il copricapo di penne e non prese mai parte a feste o balli. Non si fece mai fotografare o ritrarre, per cui rimane l'unico capo indiano famoso del quale non esiste un ritratto autentico. Questo suo modo di essere circondò il famoso capo oglala Cavallo Pazzo di un'aureola quasi mistica.
Nella coscienza degli Americani, Cavallo Pazzo aveva spinto il capitano Fetterman e la sua orda di cacciatori di scalpi Sioux incontro al loro meritato destino facendo uso di una strategia intelligente. Da quel momento l'esercito americano tentò ostinatamente di catturare l'astuto oglala e di ucciderlo, ma senza successo. Dopo che, il 1° febbraio del 1876, era stata dichiarata la guerra e la prima spedizione punitiva rimase bloccata dalla neve, il 1° marzo il generale Crook partì con ottocento uomini per attaccare i Sioux. Dopo l'ingenuità del colonnello Reynold che, pensando di avere di fronte il villaggio di Cavallo Pazzo, attaccò invece il villaggio cheyenne del capo Due Luna, diede il villaggio alle fiamme e cacciò gli indiani che quasi morirono per lo sfinimento, per cui dal quel momento gli Cheyenne, indignati, si unirono ai Sioux.
Si tenne una grande riunione sul fiume Rosebud nel corso della quale Nuvola Rossa tentò invano di dissuadere i suoi da una guerra contro gli Americani. Persino suo figlio, Jack Nuvola Rossa, era schierato dalla parte dei sostenitori della lotta a cui si unì imbracciando il fucile decorato in argento di suo padre. Toro Seduto fu nominato capo supremo dei Sioux e Due Luna capo supremo degli Cheyenne. Tutte le altre sezioni delle due tribù avevano un loro capo e per gli Oglala fu scelto Cavallo Pazzo.
Nel giugno del 1876, nell'accampamento delle tribù riunite sul fiume Rosebud, si svolse una grande cerimonia propiziatoria, chiamata la Danza del Sole, nel bel mazzo della quale Toro Seduto ebbe una visione. Vide indiani e soldati cadere a capofitto nell'accampamento e il Grande Spirito che consegnava i soldati nelle mani degli indiani. L'annuncio di questa visione suscitò grande entusiasmo tra i guerrieri come, alcuni giorni dopo, avrebbero dovuto dolorosamente sperimentare i militari americani. Il 16 giugno giunse sul fiume Rosebud il generale Crook con milletrecento uomini. Tra loro vi erano più di trecento Scouts tra Corvi, Ankara e Shoshoni che davano a Crook la convinzione fatale di essere invincibile.
Non solo sottovalutò le forze nemiche, ma non si preoccupò di avere di fronte uno stratega geniale. Che il generale Crook arrivasse in quel luogo era parte di una manovra ideata dal generale Sheridan per chiudere in una morsa e annientare gli indiani, spinti a sud dal generale Crook, a nord-ovest dal generale Gibbon e a nord est dal generale Terry. Ma la scelta dei tempi risultò completamente sbagliata, perché il 17 giugno ebbe luogo una battaglia tra gli indiani e il solo generale Crook. Incitati dalle visioni di Toro Seduto e spinti dal capo Cavallo Pazzo, che quel giorno superò se stesso e sembrava trovarsi in ogni punto del campo di battaglia contemporaneamente, Sioux e Cheyenne combattevano con un entusiasmo quasi ossessivo che terrorizzò Crook:
Seguitemi, seguitemi! Oggi è un buon giorno per morire!
Così Cavallo Pazzo incitava alla battaglia e gli uomini di Crook vacillavano. I combattimenti si protrassero per tutto il giorno e solo verso sera gli indiani tornarono nel loro accampamento a Reno Creek. Il generale Crook aveva subito una dolorosa sconfitta e Cavallo Pazzo aveva iscritto per sempre il suo nome nelle cronache del selvaggio Ovest. Poco dopo il generale Terry si riunì agli Scouts del generale Gibbon e incaricò il generale Custer di andare avanti con i suoi in avanscoperta sul fiume Rosebud. Lo smisurato orgoglio di quest'uomo lo portò a non rispettare gli ordini e a rifiutare rinforzi. Con il suo 7° Reggimento di cavalleria, che comprendeva cinquecentottantacinque soldati, trentuno ufficiali e parecchi scouts dei Corvi e Arikara, Custer cavalcò dritto verso la rovina. Più tardi Toro Seduto raccontò lo svolgimento della battaglia:
Sapevamo già da parecchie settimane che i soldati erano in marcia, ma volevamo evitare di combattere, se possibile... Le nostre spie osservarono per tre giorni la marcia di Custer verso il nostro accampamento. Da parte mia provvidi a mettere al sicuro donne e bambini... Aspettammo che i soldati attaccassero il nostro villaggio come per la battaglia di Washita del 1868, dove fu ucciso Black Kettle e donne e bambini furono calpestati dagli zoccoli dei cavalli. Gli indiani Teton sono troppo coraggiosi e amano troppo le loro famiglie per farsi massacrare dai soldati degli Stati Uniti e per non combattere per loro fino alla morte. Così incaricai i miei giovani guerrieri di accendere fuochi dentro e fuori dalle tende abbandonate e di mettere all'ingresso delle prime tende bastoni vestiti da uomini e di appendere nelle strade del villaggio delle stanghe con appesi pezzi di coperta che il vento muoveva... nel tremolio delle fiamme si aveva l'impressione che il villaggio fosse densamente popolato. Con i miei guerrieri mi nascosi sulle colline più vicine e attesi fino a quando i soldati aprirono il fuoco contro il nostro villaggio. Tutto si svolse secondo i miei piani. I soldati americani, rispettando gli ordini ricevuti, uccisero i negoziatori che avevo mandato loro incontro per offrire la pace, e avanzarono impetuosamente, aprendo il fuoco sul villaggio deserto, pieno di vecchie tende e pupazzi di stoffa.Ancor prima che si riprendessero dallo choc e dalla delusione di aver attaccato un villaggio vuoto, piombai su di loro con tutti i miei guerrieri! I miei uomini in men che non si dica li sterminarono fino all'ultimo uomo... Personalmente non uccisi Yellow Hair (soprannome di Custer, detto "capelli gialli") era matto e corse verso la sua morte!
Non vi furono testimoni oculari bianchi della battaglia. Rain-in-the-Face, un capo Hunkpapa, parlò del ruolo avuto da Toro Seduto:
Toro Seduto, dopo aver fatto pratiche propiziatorie sul pendio di una collina, ci tenne un discorso, raccontandoci che gli era apparso il Grande Spirito a cavallo di un'aquila e gli aveva predetto che sarebbero arrivati i soldati, ma che gli indiani li avrebbero cancellati dalla faccia della terra. Le sue parole riempirono di gioia i nostri cuori. Il giorno dopo arrivarono le nostre spie e annunciarono che i bianchi stavano arrivando. Toro Seduto ingannò gli Scouts Ankara, facendo costruire alle donne tende vuote all'ansa del fiume, poi si ritirò a pregare per la vittoria e si presentò di nuovo solo a battaglia terminata.
Un altro testimone oculare raccontò di Cavallo Pazzo:
Cavallo Pazzo saltò sul suo cavallo Pinto con gli occhi lampeggianti, con le penne rosso brune dell'avvoltoio, il suo spirito protettore, sul capo. "Hop, avanti!" gridava.
Dopo il totale sterminio di Custer e dei suoi, avvenuto all'incirca il centesimo giorno dalla dichiarazione d'indipendenza, rovinando completamente la festa degli Americani, Toro Seduto metteva in guardia gli indiani dall'attaccare nuovamente i soldati:
Davanti a noi ci sono due possibilità: spingerci a nord, nel paese della regina Vittoria, o a sud, nel paese degli Spagnoli. Altrimenti le nostre ossa diventeranno bianche come quelle dei bufali, nella prateria... Dobbiamo andarcene prima che i bianchi ci annientino!
Disperato, gli rispose Cavallo Pazzo:
Abbiamo sconfitto i soldati due volte e non basta mai. Non vi è salvezza per noi se fuggiamo, perché se un giorno le Giubbe Rosse ne avranno abbastanza di noi, dovremmo tornare indietro. Io rimango nel mio paese, qualsiasi cosa accada.
I Sioux a quel punto si divisero: Toro Seduto si ritirò per un po' di tempo in Canada, Cavallo Pazzo sulle montagne del Big Horn.Dopo essersi ripreso dallo shock della sconfitta di Crook al fiume Rosebud e dallo sterminio di Custer al Little Big Horn, l'esercito americano, assetato di vendetta, nell'estate del 1876 percorse in lungo e in largo la zona delle Black Hills, agendo con crudeltà inimmaginabile nei confronti degli indiani. Toro Seduto rimase sulle sue posizioni con ancor maggior convinzione:
Credete che si possa concludere le pace con gli uomini e poi macellare donne e bambini?
A ottobre gli indiani attaccarono un reparto militare al comando del colonnello Otis che si muoveva nel loro territorio. Durante una tregua Otis si mise in contatto con il generale Miles e qualche giorno dopo si giunse a un incontro tra Toro Seduto e il generale Miles. Toro Seduto chiese con decisione l'allontanamento di tutti i coloni, dei cercatori d'oro e dei soldati dal suo paese e che si ripristinasse l'ordine di cose garantito nel trattato del 1868. Miles rifiutò senza discutere, abbandonò il colloquio e dichiarò finita la tregua. Il Congresso americano fece il resto, approvando una legge che stabiliva che i Sioux avrebbero dovuto rinunciare alla terra sul fiume Powder e alle Black Hills. Questa legge spinse molti capi ad arrendersi. Tra loro anche Cavallo Pazzo, che nel maggio del 1877, raggiunse Camp Robinson e si arrese.
Fratelli è finita. Non possiamo più combattere, perché non abbiamo più armi, non possiamo sfuggire, perché non abbiamo più cavalli. Ora vedremo se i nostri amici sono amici veri o falsi, perché solo l'amico di un uomo che non ha più nulla è un vero amico.
Anche dopo essersi arreso, Cavallo Pazzo mantenne la coscienza di sé e la sua innata dignità e al contrario di molti altri capi non ritenne di dover assumere un comportamento sottomesso e strisciante nei confronti dei bianchi. Per questo dovette affrontare il rifiuto e l'invidia non solo dei bianchi ma anche di molti indiani. Nuvola Rossa e suo zio Coda Maculata, in particolare, vedevano in lui un temibile concorrente per la posizione di capo Sioux più rappresentativo, in quanto il vincitore della battaglia del fiume Rosebud e del Little Big Horn aveva ottenuto l'aureola di invincibilità, pur essendosi arreso, e rappresentava il simbolo vivente della libertà del suo popolo.
Non ero nemico dell'uomo bianco. Di tanto in tanto alcuni miei giovani guerrieri aggredivano gruppi di Corvi o di Arikara, ma spesso erano loro ad attaccarci. Ci nutrivamo di carne di bufalo e ci vestivamo con le loro pelli, la caccia quindi aveva un posto privilegiato nella nostra vita, come del resto le discordie e le liti nei periodi di fame nelle riserve. Ma Grey Fox non si fermò ne per il freddo, ne per la neve e distrusse il mio villaggio. Noi saremmo morti tutti per la fame e per il freddo se non avessimo preso i nostri cavalli. Poi venne Long Hair Custer e fece la stessa cosa. Si dice che lo abbiamo massacrato, ma lui avrebbe massacrato noi se non ci fossimo difesi. Il nostro primo pensiero fu quello di fuggire con donne e bambini, ma eravamo così lenti che fummo costretti a combattere... Grey Fox mandò altri soldati, che circondarono il mio villaggio. Ero stanco di combattere. Desideravo essere lasciato in pace, per cui aspettai che arrivassero e di notte raggiunsi l'agenzia di Coda Maculata, mentre le truppe si avvicinavano al mio accampamento. Touch-the-Clouds sa bene che mi fermai tranquillamente da Coda Maculata. L'agente mi disse che avrei dovuto prima parlare con il comandante bianco delle Black Hills. Sotto la sua protezione mi presentai disarmato ma, anziché lasciarmi parlare, tentarono di imprigionarmi e, quando tentai di fuggire, un soldato mi ferì con la sua baionetta.
In un'altra occasione dichiarò:
Bianchi, non vi abbiamo invitato a venire qui, il Grande Spirito ci diede questa terra per patria. Avevate la vostra patria e noi non ci siamo occupati delle vostre faccende. Il Grande Spirito ci ha dato abbastanza terra, con molti bufali, selvaggina, antilopi e altra cacciagione. Ma voi siete venuti, pretendete la nostra terra, distruggete la nostra selvaggina, tanto da renderci la vita difficile. Ora ci dite che per vivere dobbiamo lavorare, ma il Grande Spirito ci ha creati per la caccia, non per lavorare. Voi bianchi potete lavorare quanto volete. Non ci immischiamo nei vostri affari. Noi non vogliamo la vostra civiltà! Vogliamo vivere come i nostri padri e come i nostri antenati!
Cavallo Pazzo fece una fine tragica. Purtroppo i suoi nemici avevano ordito intrighi e gli avevano attribuito piani segreti di ribellione. Il luogotenente Clark, rappresentante del generale Crook, pretese che Cavallo Pazzo e i suoi si mettessero al servizio dell'esercito come Scouts nella guerra contro i Nez Percé e il loro coraggioso capo Joseph'. All'inizio Cavallo Pazzo rifiutò questa assurdità, ma le urla e le minacce del furioso Clark lo costrinsero alla fine a dare il suo consenso, pur controvoglia.
Il mio popolo e io siamo stanchi di questa guerra. Siamo venuti qui e ci siamo arresi al Grande Padre, perché desideravamo la pace. Se desidera che riprendiamo le armi e ci chiede aiuto, andremo a nord a combattere finché non ci sarà più alcun Nez Percé in vita.
Frank Grouard, un interprete mezzosangue, con una traduzione del tutto opposta, anziché "Nez Percé" tradusse "uomo bianco" causando grande turbamento e sdegno, nonostante un secondo interprete avesse subito corretto l'errore. Cavallo Pazzo lasciò la riunione mentre regnava la massima confusione. Circolavano sempre nuovi sospetti, si diceva che il capo progettasse di uccidere il generale Crook, che, venutone a conoscenza, mise una taglia di cento dollari sulla testa di Cavallo Pazzo. Quella stessa notte Cavallo Pazzo lasciò l'agenzia per accompagnare sua moglie Black Shawl all'agenzia di Spotted Tail, accompagnato da alcuni fedelissimi, per farla visitare dal dottor McGilly-cuddy, un medico di cui aveva fiducia. Coda Maculata e il capitano Lee, responsabile dell'agenzia dei Brulé, gli andarono incontro per farlo tornare indietro. Dopo aver trattato a lungo, Lee diede la sua parola che a Cavallo Pazzo sarebbe stata data la possibilità di esporre le sue ragioni al generale Bradley, comandante di Camp Robinson, mentre Black Shawl rimase sotto la protezione dei suoi parenti per ricevere le cure mediche necessarie. Cavallo Pazzo torno indietro e fu intercettato e fatto prigioniero da Scouts indiani in uniforme, che lo arrestarono. Bradley rifiutò di parlare con il prigioniero, nonostante le insistenze di Lee; Cavallo Pazzo fu buttato in prigione e la porta si chiuse rumorosamente alle sue spalle e, in quel momento, si rese conto della sua condizione, lui che per tutta la vita aveva lottato per la libertà. Disperato estrasse il suo pugnale e cominciò a sferrare fendenti intorno a lui, colpendo Little Big Man, un suo vecchio compagno di lotta, divenuto un traditore. Subito dopo due scouts Brulé tennero fermo il furibondo capo e una sentinella lo trafisse alle spalle con una baionetta. Colpito gravemente. Cavallo Pazzo cadde a terra, fu trasportato nell'ufficio del generale Bradley ( era infatti stato proibito di riportarlo nella sua capanna) dove, avvolto nel suo mantello insanguinato, cadde in preda ad allucinazioni. Il suo migliore amico, il capo Minnecoujou Touch-the-Clouds, vegliò il moribondo; verso mezzanotte arrivò suo padre e cantò il canto funebre accanto al letto di morte di suo figlio. Poco dopo mezzanotte, Cavallo Pazzo riprese conoscenza:
È bello che tu sia qui, padre!
Subito dopo il grande capo Oglala spirò. I suoi genitori portarono, il mattino seguente, le spoglie del loro figliolo in un luogo segreto in montagna e lo sotterrarono. Mai il piede di un uomo bianco avrebbe dovuto sporcare la sua tomba. Poco tempo dopo l'assassinio si venne a sapere, per merito del capitano Lee, che Crook e Bradley avevano avuto ordine dall'alto di catturare il capo in qualsiasi modo e di trasportarlo, il più rapidamente possibile, a Dry Tortuges, in Florida. Qui, nella terra del grande eroe di guerra Osceola, caduto in mano americana in seguito ad un tradimento simile, il grande generale Oglala avrebbe dovuto rimanere prigioniero per tutta la vita. La sua morte prematura gli risparmiò almeno questo atroce destino!
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