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Cultura dei Nativi Americani

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Cavallo Alto innamorato

23/01/2004 294 visualizzazioni di Ellie

Alce Nero "C'era un uomo, chiamato Watanye....gli piaceva raccontarmi delle storie, soprattutto storie buffe....Ricordo ancora una storia che mi raccontò, di un giovane Lakota chiamato Cavallo Alto e di tutto quel che fece per ottenere la ragazza che voleva. Watanye mi disse che la storia era accaduta così come la raccontava lui e può darsi che sia vero, così come può darsi che non sia vero. Adesso vi racconterò la storia.
Vi dirò che a quei tempi non era facile ottenere una ragazza, quando un giovane voleva sposarsi. A volte bisognava faticare molto e sopportare mille difficoltà....Dunque, questo giovane della storia si chiamava Cavallo Alto, e nel villaggio c'era una ragazza che a lui sembrava così bella che a forza di pensare a lei si sentiva proprio male, e ogni giorno la cosa peggiorava. La ragazza era molto timida e i suoi genitori ne pensavano un gran bene perché ormai erano vecchi e non avevano altri figli. Perciò la sorvegliavano tutto il giorno, e avevano anche cura che non le capitasse nulla di notte, mentre loro dormivano. Tanto bene le volevano che le avevano fatto un letto di cuoio crudo, per dormire, e quando si accorsero che Cavallo Alto le gironzolava intorno, presero delle cinghie di cuoio crudo e di notte la legavano al letto perché nessuno potesse rubarla, mentre loro dormivano, anche perchè non erano molto sicuri che la ragazza non volesse che la rubassero.
Bene, dopo aver perso tempo a gironzolarle intorno e a nascondersi e ad aspettarla e a sentirsi sempre peggio, Cavallo Alto finalmente riuscì a sorprenderla sola e la costrinse a parlare con lui. Allora scoprì che forse lui le piaceva un pochetto. Naturalmente questo non lo fece star meglio. Anzi adesso stava peggio ma allo stesso tempo era diventato più coraggioso di un bisonte e così andò a parlare col padre di lei e gli disse che era tanto innamorato della ragazza che avrebbe dato per lei due cavalli buoni: uno giovane e l'altro non tanto vecchio. Ma il vecchio fece soltanto un segno negativo con la mano, come per dire a Cavallo Alto di andarsene e di non dire sciocchezze.
Cavallo Alto adesso si sentiva peggio di prima ma c'era un altro giovane, il quale gli disse che gli avrebbe prestato due cavalli; poi, quando avrebbe avuto più cavalli, Cavallo Alto gli avrebbe ripagato il prestito.
Allora Cavallo Alto andò di nuovo a trovare il vecchio e gli offrì quattro cavalli per la ragazza: due erano giovani e gli altri due non si potevano ancora dire vecchi. Ma il vecchio fece un segno di rifiuto con la mano e non volle nemmeno parlare della cosa.
Cavallo Alto rimase a gironzolare intorno finché non riuscì a parlare di nuovo con la ragazza e allora la pregò di fuggire con lui. Le disse che certamente, se lei non accettava, gli sarebbe venuto un colpo e sarebbe caduto morto. Ma lei disse che non sarebbe fuggita con lui e che voleva essere comperata come una donna di valore. Vedete che anche lei aveva un'alta opinione di se stessa!
Allora Cavallo Alto si sentì tanto male che ormai non riusciva a mangiare nemmeno un boccone e andava in giro con la testa china, come se stesse per cadere e morire in qualsiasi momento.
Daino Rosso era un altro giovane, e lui e Cavallo Alto erano molto amici e sempre facevano tutto insieme. Daino Rosso, quando vide come si comportava Cavallo Alto, gli disse: "Cugino che succede? Hai il mal di pancia? Dall'aria che hai si direbbe che stai per morire!". Allora Cavallo Alto raccontò a Daino Rosso come stavano le cose e gli disse che non sarebbe vissuto a lungo, secondo lui, se non sposava la ragazza. Daino Rosso ci pensò un poco e poi disse: "Cugino, ho un piano e se sei abbastanza uomo per fare come ti dico io, vedrai che tutto si aggiusta. Lei non vuole fuggire con te; suo padre non vuole accettare quattro cavalli; e più di quattro cavalli non puoi trovare. Allora devi rubarla e scappare con lei e il vecchio non può fare nulla perchè ormai sarà la tua donna. Probabilmente anche lei vuole che tu la rubi". Così prepararono bene quello che Cavallo Alto doveva fare e lui disse di amare tanto la ragazza, che si sentiva uomo abbastanza da fare qualunque cosa Daino Rosso o chiunque altro potesse inventare.
E questo è quel che fecero. A tarda notte si avvicinarono senza far rumore alla tenda della ragazza e aspettarono per esser sicuri che tutti dormissero profondamente. Allora Cavallo Alto, strisciando, si infilò sotto la tenda con un coltello. Prima doveva tagliare le cinghie di cuoio crudo e poi Daino Rosso, allentati i paletti che tenevano chiuso quel lato della tenda, lo avrebbe aiutato a trascinare fuori la ragazza e a imbavagliarla. Dopo di che, Cavallo Alto l'avrebbe messa di traverso sul suo cavallo e se la sarebbe portata via in fretta e poi sarebbe vissuto felice per sempre.
Quando Cavallo Alto si trovò dentro la tenda lo prese una tale agitazione che il cuore gli batteva come un tamburo e faceva tanto rumore, gli pareva, da svegliare i due vecchi. Ma i vecchi non si svegliarono; così dopo un poco il giovane cominciò a tagliare le cinghie. Ogni volta che ne tagliava una, la cinghia faceva "pop" e lui si sentiva morire dalla paura. Ma se la stava cavando abbastanza bene ed era riuscito a tagliare tutte le cinghie, giù fino alle cosce della ragazza, quando lo prese di nuovo l'agitazione e il coltello gli scivolò via e finì col pungere la ragazza che cacciò un urlo fortissimo. Allora i vecchi si alzarono di scatto e urlarono anche loro. Ma ormai Cavallo Alto era fuori e fuggiva con Daino Rosso, come due antilopi. Il vecchio e alcuni altri inseguirono i giovani ma questi si dileguarono nel buio e nessuno seppe chi era stato.
Insomma, se avete mai desiderato una bella ragazza, capirete come doveva sentirsi male Cavallo Alto!! Infatti stava malissimo e sembrava che sarebbe morto di fame, se prima non moriva di un colpo.
Daino Rosso ci pensava sempre; quanlche giorno dopo andò a trovare Cavallo Alto e gli disse: "Cugino, fatti coraggio! Ho un altro piano e questa volta sono sicuro, se sei uomo abbastanza, riusciremo a rapirla via!" E Cavallo Alto disse: "Sono uomo ababastanza da fare qualunque cosa mi dicano di fare, pur di ottenere quella ragazza!".
E questo è quel che fecero. Si allontanarono tutt'e due, soli, dal villaggio, e Daino Rosso disse a Cavallo Alto di spogliarsi. Poi gli dipinse tutto il corpo di bianco, bene bene; quindi sul bianco gli tracciò dappertutto delle strisce nere e dei cerchi neri intorno agli occhi. Cavallo Alto aveva un aspetto spaventevole, così spaventevole che quando Daino Rosso finì il suo lavoro e gli diede uno sguardo d'insieme per vedere come gli era riuscito disse che perfino a lui faceva un poco di paura. "Adesso" disse Daino Rosso "se ti sorprendono di nuovo, tutti si spaventeranno tanto che penseranno che sei uno spirito maligno e avranno paura di inseguirti!".
Così, a notte inoltrata, quando tutti dormivano profondamente, si avvicinarono senza far rumore alla tenda della ragazza. Cavallo Alto entrò strisciando col suo coltello, come la prima volta; Daino Rosso aspettava fuori, pronto a trascinare fuori la ragazza e imbavagliarla non appena Cavallo Alto avesse finito di tagliare tutte le cinghie.
Cavallo Alto strisciò fino al letto della ragazza e cominciò a tagliare tutte le cinghie. Ma nel frattempo pensava: "Se mi vedono, mi uccideranno perché faccio tanta paura!!!". La ragazza era irrequieta e continuava ad agitarsi nel letto; e ogni volta che tagliava una cinghia, la cinghia faceva "pop". Per questo Cavallo Alto lavorava molto lentamente e con molta cura.
Ma lo stesso avrà fatto rumore perchè, a un tratto, la vecchia si svegliò e disse al suo vecchio: "Vecchio, sveglia! C'è qualcuno in questa tenda!" ma il vecchio aveva molto sonno e non voleva che lo disturbassero. Disse: "Lo so bene che c'è qualcuno in questa tenda. Dormi e non mi dare fastidio!". E poi si mise a russare di nuovo. Ma ormai Cavallo Alto era così spaventato che non osava muoversi né sollevare la testa da terra. Ora, era successo che da molto tempo non aveva dormito quasi niente per colpa della ragazza. E mentre stava lì schiacciato a terra, aspettando che la vecchia cominciasse a russare anche lei, a un tratto si dimenticò tutto, perfino di quanto era bella la ragazza. Daino Rosso che era sdraiato fuori, pronto a fare la sua parte, si domandava una e cento volte che cosa stesse succdendo là dentro, ma non osava chiamare l'amico ad alta voce.
Dopo non molto cominciò ad albeggiare e Daino Rosso dovette andarsene, con i due cavalli che teneva lì legati pronti per il suo compagno e per la ragazza; altrimenti l'avrebbero visto. E così se ne andò.
Quando cominciò a fare giorno dentro la tenda, la ragazza si svegliò e la prima cosa che vide fu un animale spaventevole, tutto bianco a strisce nere, che dormiva sdraiato accanto al suo letto. Allora si mise a urlare, e anche la vecchia strillò, e il vecchio urlò. Cavallo Alto si alzò di scatto, con una paura da morire, e nella fretta di uscire quasi fece cadere la tenda.
Ormai la gente accorreva da tutti gli angoli del villaggio con fucili, archi e asce e tutti urlavano. Ma Cavallo Alto si mise a correre così svelto che quasi non toccava la terra con i piedi e il suo aspetto era così terribile che la gente scappava via e lo lasciva correre. I più bravi volevano sparagli addosso ma gli altri dicevano che doveva essere una creatura sacra e che ucciderlo poteva portare chissà quale guaio.
Cavallo Alto si diresse verso il fiume più vicino; tra la boscaglia trovò un albero con il tronco vuoto e si infilò dentro. Poi arrivarono alcuni coraggiosi; Cavallo Alto li udiva dire che doveva essere uno spirito maligno, uscito dall'acqua, e che oramai era tornato nell'acqua.
Quel mattino stesso i capi ordinarono a tutti gli abitanti del villaggio di levare le tende e di lasciare quel luogo. Così se ne andarono mentre Cavallo alto era nascosto nell'albero vuoto.
Orbene, Daino Rosso era rimasto a guardare tutto questo scompiglio dalla sua tenda, fingendo di essere sorpreso e spaventato quanto gli altri. E così quando l'accampamento si trasferì altrove, egli corse di nascosto al fiume dove il suo amico era scomparso. Quando si trovò nella boscaglia, cominciò a chiamarlo e Cavallo Alto rispose perchè riconosceva la voce del suo amico. Daino Rosso aiutò Cavallo Alto a lavarsi il corpo, che era tutto dipinto e poi si sedettero in riva al fiume per parlare dei loro guai. Cavallo Alto disse che non sarebbe ritornato al villaggio mai più in vita sua e che ormai non gli importava nulla di nulla. Disse che aveva deciso di mettersi sul sentiero di guerra da solo. Daino Rosso disse: "No, cugino, non ti metterai sul sentiero di guerra da solo, perchè io verrò con te!". Così Daino Rosso fece tutti i preparativi, e giunta la notte, si misero sul sentiero di guerra, da soli. Dopo qualche giorno di viaggio arrivarono a un accampamento dei Crow, verso il tramonto; quando si fece buio si avvicinarono di nascosto al luogo dove pascolavano i cavalli dei Crow, uccisero l'uomo che sorvegliava i cavalli, il quale non si aspettava un attacco perchè credeva che tutti i Lakota fossero molto lontano, e così se ne andarono con un centinaio di cavalli. Avevano dalla loro un forte vantaggio poiché tutti i cavalli dei Crow si erano messi a correre come pazzi e probabilmente i Crow dovettero aspettare fino al mattino per trovare altri cavalli, prima di poterli inseguire. Daino Rosso e Cavallo Alto fuggirono con il loro branco di cavalli, per ben tre giorni e tre notti, e infine raggiunsero il loro villaggio. Allora costrinsero l'intero branco a entrare nel villaggio e non si fermarono finché non furono davanti alla tenda della ragazza.
Il vecchio era nella tenda; Cavallo Alto lo chiamò e gli chiese se forse adesso credeva che i cavalli bastassero per pagare la ragazza. Questa volta il vecchio non lo accolse con un gesto di rifiuto. Non erano i cavalli quello che lui voleva. Quello che voleva era un figlio che fosse un vero uomo e capace di fare qualcosa.
E così Cavallo Alto ebbe finalmente la sua ragazza e io credo che se la meritava"

Alce Nero

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