NATIVI

Cultura dei Nativi Americani

admin

Amore e matrimonio

31/10/2004 432 visualizzazioni di Ellie

Ki-wa-si-qua (Elsie Morgan), Mesquakie Settlement, Tama County, ca. 1915-1920. She was the wife of John BuffaloLa vita dei grandi capi aveva sempre affascinato i bianchi, mentre degli uomini e delle donne comuni cominciarono a interessarsi per primi gli etnologi. L'autobiografia di una donna Fox è uno dei testi più antichi di questo genere e possiede una sua particolare autenticità. Il racconto fu trascritto da Harry Lincoln, un Fox che prestò la sua collaborazione al linguista Truman Michelson, dalla viva voce della donna nella scrittura sillabica usata dai Fox e tradotto in seguito da Michelson.

Quando avevo 18 anni, in primavera, all'inizio del tempo delle fragole, accompagnai una ragazza a raccoglierle. "Ci incontreremo con qualcuno" disse. Poi aggiunse: "Ti volevo solo preparare". Effettivamente, aveva un appuntamento con un giovane. Lui arrivò poco dopo. Loro due si conoscevano bene e si trattavano con molta gentilezza. Lui la aiutò a raccogliere le fragole. Lei mi chiedeva continuamente di accompgnarla a questi appuntamenti. Pochi giorni dopo, il suo amico venne con un altro giovane e la ragazza mi suggerì di chiaccherare con lui. "Non ti farà niente; potrete semplicemente parlare" disse. Tutte le volte che andavamo da qualche parte, i due uomini venivano con noi. Infine cominciai a parlare con il giovane. Da quel momento in poi, noi quattro andavamo sempre in giro insieme. Mi piaceva discutere di cose divertenti. Quindi, quando uscivo, avevo sempre voglia di vederlo.
Naturalmente già molti uomini avevano cercato di conversare con me. Presto si diffuse la voce su che tipo di donna fossi. Ah!, e perciò venni rimproverata duramente perchè avevano scelto per me un altro giovane che doveva essere mio marito. A quel punto avevo già fatto un'ottima conoscenza con il primo giovane. "Faresti meglio a sposarti subito" mi suggerivano.
Mi fu detto da mia madre: "Quando avrai vent'anni ti sposerai, te l'ho già detto da molto. E ti ho proibito di frequentare ragazze immorali. Sicuramente sei già sulla strada sbagliata. Ho sempre desiderato che tu concludessi un buon matrimonio fintanto che sono ancora viva. Ma ora non nutro più quasi alcuna speranza di vederti accasata bene. Il padre dell'uomo con cui parli è cattivo. Il tuo innamorato potrebbe picchiarti. Perchè suo padre è così. Picchia continuamente sua moglie. Se succede qualcosa, sua moglie non può avvicinarglisi. Inoltre è un gran fannullone. Perciò credo che suo figlio sia come lui. Sta sempre in giro. Per quanto ne so, non si dedica a nessun lavoro. Se lo sposassi, dovresti mantenerlo tu. Ti ingannerebbe, perchè tu sei esperta in tutte le attività riservate a noi donne. Non puoi davvero sposarlo. Tu devi sposare l'altro che io ritengo adatto a vivere con te. Devi smettere di parlare con quello che ti piace. Se vengo a sapere che parli di nuovo con lui, non avrai più niente da noi. Non potrei avere più fiducia in te. So che in passato mi hai sempre dato retta. Per questo ti ho sempre creduto quando mi raccontavi qualcosa. Sono molto fiera di ciò che hai imparato a fare. Perciò ti ho anche proibito di incontrarti con ragazze immorali. Naturalmente lo abbiamo scoperto subito. Non hai più paura degli uomini. Prima non ti azzardavi mai a uscire per paura degli uomini. Ora invece sei quasi sempre fuori. Se sei immorale, nessuno ti stimerà. Gli uomini vogliono vivere solo con donne morali. Con quelle immorali vogliono solo divertirsi. Se ne occupano solo per avere un divertimento, non per sposarle. Dovresti sposare al più presto l'uomo per il quale ti do il permesso".
Quando ebbi 19 anni, mi decisi a incontrare l'uomo che mi si permetteva. Non mi piaceva in modo particolare. In realtà, pensavo sempre all'altro. Non potevo davvero smettere di parlare con lui. Pensavo solo a lui. Ma ogni volta che uscivo, andavo con quello che mi era stato permesso. Dopo un po' eravamo intimi. Ma pensavo più all'altro che essi odiavano a causa mia.
Ben presto l'uomo che mi era destinato volle che lo accompagnassi a casa. Me lo chiedeva ogni volta che ci vedevamo. Infine gli dissi: "Ho molta paura dei tuoi genitori". "Ora" mi disse lui "voglio accompagnarti a casa dei tuoi genitori. Parliamo la stessa lingua, quindi non dobbiamo aver paura gli uni degli altri. Io, per me, non ho paura dei tuoi genitori, perchè non ti ho trattata male. Da quando ci parliamo mi sono sempre comportato decentemente. Lo sai anche tu. Vorrei che vivessimo decentemente l'uno con l'altra. Tu sei l'unica con cui vorrei vivere. Ti tratterò sempre bene. Farò tutto ciò che vorrai da me. Lavorerò sempre; non odierò i tuoi genitoi. Lo dico sul serio. Manterrò quello che oggi ti prometto". Così acconsentii. Di notte ci mettemmo in cammino. Mi sarei vergognata di andare con lui a casa mia alla luce del giorno. Quando i miei genitori lo videro il giorno dopo, lo trattarono molto gentilmente perchè avevo preso come marito quello che essi avevano scelto per me.
Allora egli mi diede il suo cavallo, il suo vestito della danza e i suoi ornamenti. Il cavallo lo diedi ai miei fratelli. Ben presto mia suocera mi mandò a chiamare. Quando arrivai là, mi fu detto di sedermi. Mi sedetti comodamente. Mi fecero indossare gli ornamenti. Alla fine tutto il mio corpo era coperto di ornamenti. Allora mi disse: "Questo paiolo puoi portarlo a casa tua". Nel paiolo si trovavano articoli di merceria e briglie per il cavallo. Quando mi misi in cammino, avevo un fagotto molto grande sulle spalle. Arrivai a casa ornata a festa. Mia madre osservò il fagotto e quando vide le briglie disse: "Ora hai due cavalli. Se avessi sposato quell'altro, non ti avrebbero dato niente". Subito mi si disse: "Portagli questi doni". Avvolsero in una stuoia e legarono con delle cinture un sacco pieno di vivande. Così celebrammo le cerimonie nuziali. I parenti di mio marito mi diedero ancora un paio di cosucce, articoli di merceria. E io diedi ai suoi parenti una borsa con cibo, fagioli, zucche, stuoie e mais.
Mio marito fu davvero molto gentile con me per lungo tempo. E mia madre mi proibiva rigorosamente di parlare con l'altro uomo. Mi osservava attentamente. Ma io non potevo cessare di pensare all'altro perchè era lui quello che amavo. Non amavo mio marito. Perciò pensavo sempre all'altro"
.

Questo brano parla del matrimonio della narratrice concluso dietro le insistenze della madre con un uomo non amato, dal quale potè separarsi solo cinque anni più tardi, dopo la morte della madre. L'anno successivo alla separazione, essa si sposò con il suo innamorato di un tempo, che era rimasto vedovo, e visse un matrimoio straordinariamente felice, sino alla morte di lui. Il suo terzo marito fu in realtà un fannullone e un giocatore d'azzardo, ma con lui, dopo numerosi aborti, ebbe i figli desiderati. Dopo la morte del terzo marito non si risposò più, perchè i figli potevano occuparsi di lei.

"Dopo la morte del mio secondo marito restai quattro anni senza sposarmi per dimostrare quanto soffrivo per il mio uomo. Se avessi avuto un figlio, non mi sarei più risposata. Ma così ero sempre troppo sola. - È per questo che sono sempre sola - pensai".

Valuta questo articolo

Clicca sulle stelle per votare:

Nessun commento per questa news.

💬 Commenti (0)

Scrivi un commento