L'intatta originalità della cultura Hopi
Sugli altipiani desertici dell'Arizona settentrionale c'è un giardino dell'Eden. Ma in quei luoghi non cresce una vegetazione lussureggiante, come nella mitica residenza di Adamo ed Eva. In quest'arida terra del sud-ovest nordamericano i colori dell'arcobaleno fiammeggiano sui muraglioni dei canyon, danzando sulle facce corrugate dei promontori di pietra, sulle dune di sabbia, sulle rocce e nelle gole. Centinaia di anni fa, gli Hopi costruirono le loro abitazioni sulla sommità di queste mesas, navi di roccia galleggianti in un mare di sabbia.
Oggi gli Hopi sono un piccolo gruppo di nativi americani che conta circa 12.000 individui, circondato da ogni lato dalla grande tribù Navajo. Occuparono questa terra riarsa e suggestiva circa 800-1000 anni fa ed ancora oggi si possono osservare le rovine dei loro villaggi ancestrali, sparsi nei deserti dello Utah e del Colorado, in Arizona, New Mexico ed in parte del Messico.
Le migrazioni che portarono gli Hopi alla loro dimora attuale ebbero luogo più di 500 anni fa, durante un grande viaggio entrato a far parte della tradizione sacra Hopi. Nei miti, nelle leggende e nei racconti che costituiscono la tradizione orale Hopi, questo viaggio viene chiamato "La Migrazione".
La comunità scientifica, il mondo dell'arte e l'opinione pubblica in generale ritengono che la cultura Hopi rappresenti uno dei nuclei più importanti del cerimonialismo nativo americano e sia caratterizzata da un'organizzazione sociale assolutamente unica in tutto il Nord America. Vi sono una serie di ragioni che giustificano tale fama. I riti e le cerimonie Hopi simboleggiano in modo praticamente inalterato lo spirito e i valori di un'America antica, nonostante siano passati quattrocento anni dall'inizio dell'intrusione delle culture europee.
Di tutti i cerimoniali nativi americani, il culto Catsina (anche Katcina o Kachina) resta comunque il più originale, a dispetto dei contatti col mondo spagnolo ed anglomericano.
Protetti per così lungo tempo dall'immensità del deserto, dall'asprezza del clima delle mesas e dall'assenza di strade o di altri mezzi di comunicazione, gli Hopi hanno da sempre affascinato l'opinione pubblica occidentale. Più di qualsiasi altro gruppo dell'America settentrionale o centrale, essi hanno mantenuto la propria cultura originaria, mentre la loro espressione religiosa si é preservata nella sua forma più pura. Essi incarnano una filosofia di vita assolutamente in equilibrio con il loro ambiente fisico e spirituale.
Una delle esperienze più belle che si possano fare nella terra degli Hopi (e, forse, una delle più rivelatrici di tutta la vita) é assistere ad una cerimonia Catsina. Nello spazio della piazza (plaza) centrale di un villaggio Hopi, con l'immensità del deserto a fare da sfondo, o chiusi nella sacralità di un kiva durante il cerimoniale Powamu, niente é più stimolante del primo momento in cui gli occhi si posano sui Catsina, figure per metà umane e per metà divine. Quando trenta o quaranta di questi solenni Catsina mostrano i loro stupefacenti costumi per metà umani e per metà animali, parte uccello e parte stella, danzando in sincronia al ritmo delle canzoni sacre, essi divengono i centauri del nostro passato aborigeno.
Chiunque sia stato benedetto dalla presenza di questi spiriti antichi dell'America nativa sarà sempre consapevole di quale impagabile esperienza di continuità sia presente negli antichi rituali. Dopo avere avuto l'occasione di osservare i Catsina battere il terreno con i loro piedi danzanti si sarà sempre coscienti che essi danzano in ogni istante. È forse questa la ragione per cui gli Hopi esercitano un tale fascino nella mente degli estranei, siano essi di origine europea o asiatica. Qui, ora, in collegamento diretto con le profondità del passato umano, vi sono pensieri e credenze che un tempo appartenevano a tutti noi.
I moderni Egitto, Grecia, Messico e Perù hanno avuto origine dalle culture che li hanno preceduti, ma le popolazioni odierne di quei paesi sono soltanto un riflesso della loro passata grandezza. Gli europei che in questi ultimi secoli hanno occupato il Nord America si sono allontanati molto dalle proprie radici spirituali aborigene. Ma i nativi americani, di cui gli Hopi odierni, con le loro cerimonie e i loro riti, rappresentano il punto più alto, sono rimasti ciò che sono da sempre, come testimoniano iscrizioni rupestri di oltre ottocento anni fa. È la testimonianza del nostro passato, reinterpretata dalle nostre coscienze moderne. E gli Hopi sanno fondere insieme il passato e il presente in modo davvero unico. È questa unicità ad attrarre un mondo teso verso il ricordo, o me-glio verso un tentativo di ricordo delle proprie origini.
L'antica conoscenza dell'umanità primordiale é depositata nei riti e nelle cerimonie sacre degli Hopi e giunge a noi senza aver subito interruzioni o interpretazioni fuorvianti. Molti di noi fanno visita agli Hopi guidati dalla forza del primitivo desiderio di sentirsi in comunione con la fonte, nonostante molto spesso tale desiderio non sia consapevole.
Come ai tempi antichi, il calendario cerimoniale Hopi segue sia l'orbita quotidiana che l'orbita annuale della terra intorno al sole, sincronizzando gli aspetti esoterici ed essoterici della vita di tutti i giorni. Nella moderna società industriale e tecnologica, le necessità del corpo fisico sembrano sopraffare la vita intera, lasciando pochissimo tempo, o neppure un minuto, alle energie essenziali che sono la base della presenza umana sulla terra. Ecco la linea che divide nettamente questi due mondi.
Valuta questo articolo
Clicca sulle stelle per votare:
💬 Commenti (1)
L'intatta originalità della cultura Hopi
Bellissimo articolo, viene voglia di partire ed andare a vedere con i propri occhi i Catsina danzare.
Grazie