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Come fu spazzato via Capelli Lunghi (Custer)

20/07/2005 342 visualizzazioni di Marcalby
Falco di ferro parla:


Io sono un Hunkpapa e, come vi ho già detto, avevo allora quattordici anni.
Il sole era arrivato sulle nostre teste e cominciava a scendere, ma io stavo prendendo il mio primo pasto, quel giorno, perché avevo dormito fino a tardi.
Mentre mangiavo udii che il banditore diceva: « Arriva la cavalleria ».
Mi alzai di scatto e andai di corsa a prendere i nostri cavalli.
Stavano pascolando, vicino all'accampamento.
Ne presi uno con la corda, e gli altri scapparono, tutto il branco, ma mio fratello maggiore era riuscito già a prendere il suo e così riuscì a riportare gli altri.
Quando salii sul mio cavallo, con solo una corda legata al muso, i soldati avevano cominciato a sparare dall'alto; la gente correva e gli uomini e i ragazzi cercavano di riprendere i loro cavalli, che si erano spaventati con gli spari e gli urli.
Vidi dei bambini piccoli che ritornavano di corsa dal fiume, dove stavano facendo il bagno; e tutte le donne e i bambini correvano giù per la vallata.
I nostri cavalli spaventati erano scappati verso l'accampamento dei Minneconjou, ma riuscimmo a circondarli e a riportarli.
I nostri guerrieri si precipitavano già per respingere i soldati, altri montavano a cavallo, e molti degli Hunkpapa si stavano radunando nella boscaglia, non lontano dal luogo dove i soldati si erano fermati ed erano scesi da cavallo.
Passai accanto a un uomo molto vecchio che gridava: « Ragazzi, fatevi coraggio! Volete forse vedere come mi strappano via questi bambini, come se fossero cani? ».
Entrai nella nostra tenda e indossai i miei indumenti da guerra, cercando di far presto; ma sentivo le pallottole che fischiavano fuori, e tremavo tanto che ci misi moltissimo tempo a intrecciarmi una penna d'aquila tra i capelli.
Per giunta dovevo reggere tutto il tempo la corda del mio cavallo, che continuamente dava strappi cercando di fuggire.
Mentre ero così occupato, una folla di guerrieri a cavallo strepitava a monte del fiume, urlando: « Hoka hey! ».
Infine mi strofinai la faccia con la pittura rossa, presi l'arco e le frecce e montai a cavallo.
Non avevo fucile, soltanto l'arco e le frecce.
Ora che ero pronto e a cavallo, a monte del fiume la lotta sembrava fosse finita, perché tutti scendevano a valle e gridavano: « E' una bella giornata per morire! ».
I soldati infatti arrivavano adesso dall'altra parte del villaggio, e nessuno sapeva quanti ce ne fossero, da quella parte.
Un uomo che si chiamava Orsacchiotto mi si avvicinò sopra un cavallo pezzato, e aveva una coperta da sella molto bella.
Mi disse: « Coraggio, ragazzo! La terra è la sola cosa che dura! ».
Così partii al galoppo con lui e con gli altri che scendevano a valle, e molti dei nostri, gli Hunkpapa, si erano radunati sulla riva est del fiume, all'uscita di un burrone dal quale si poteva raggiungere il colle dove si trovava la seconda banda di soldati.
C'era con noi uno Shyela molto coraggioso, e udii che qualcuno diceva: « È partito! ».
Guardai, ed era questo Shyela.
Portava un copricapo da guerra chiazzato e una veste chiazzata, fatta con la pelle di non so che animale, cinta da una cinghia anch'essa chiazzata.
Era deciso a salire sul colle, da solo, e tutti noi lo accompagnammo fino a un certo punto.
C'erano molti soldati lungo la cresta del colle, lassù; erano appiedati e reggevano i cavalli per le briglie.
Lo Shyela partì al galoppo e fece diversi giri a cavallo, proprio davanti ai soldati, e tutti gli sparavano.
Poi ritornò dove ci eravamo fermati, all'uscita del burrone.
Disse: « Ah, ah! ».
Allora qualcuno disse: « Amico Shyela, che succede? ».
Cominciò a slegarsi la cinghia chiazzata, e quando la scrollò in aria, caddero delle pallottole.
Era molto sacro e i soldati non potevano ferirlo. Era un uomo bellissimo d'aspetto.
Rimanemmo lì per un pezzo, aspettando qualcosa, e c'erano spari dappertutto.
Poi udii una voce che gridava: « Ora se ne vanno, se ne vanno! ».
Alzammo lo sguardo e vedemmo i cavalli dei soldati che fuggivano spauriti. Erano tutti cavalli grigi.
Vidi che il cavallo di Orsacchiotto si impennava e si lanciava al galoppo per il colle, verso i soldati. Quando arrivò più vicino, gli uccisero il cavallo, e lui si rialzò zoppicando, perché la pallottola gli aveva attraversato la gamba; così traballando provò a tornare tra noi, mentre i soldati gli sparavano addosso.
Il suo amico-fratello, Nazione di Alci, lo raggiunse al galoppo, lo fece montare in groppa al cavallo e lo riportò in salvo, mentre le pallottole gli piovevano intorno.
Aveva l'obbligo di aiutare il suo amico-fratello, anche se avesse saputo che l'avrebbero ucciso.
Ormai si levavano forti grida tutt'intorno ai soldati in cima al colle, i guerrieri arrivavano da tutte le parti e l'aria cominciava a rabbuiarsi di polvere e di fumo.
Vedemmo dei soldati che scendevano di corsa dal colle, diritto verso di noi.
Quasi tutti erano senza cavallo, e penso che fossero così spaventati da non sapere più quel che facevano.
Movevano le braccia come se stessero correndo velocemente, ma camminavano soltanto. Alcuni sparavano in aria con i fucili. Noi tutti gridammo « Hoka hey. » e ci lanciammo alla carica, galoppando intorno a loro nella penombra che ci aveva avvolto.
Io mi imbattei in un soldato a cavallo, e lo colpii.
La freccia lo trafisse da una parte all'altra, sotto le costole, e sporgeva dai due lati.
L'uomo strillò, si aggrappò al pomo della sella e rimase lì a dondolarsi con la testa china sul cavallo.
Io gli stavo accanto: presi il mio arco pesante e gli diedi un colpo sulla nuca.
Quando cadde dal cavallo, smontai e continuai a colpirlo con l'arco fino ad ammazzarlo.
Il soldato era morto e io seguitavo a colpirlo, e ogni volta che lo colpivo dicevo: « Haunh! ».
Ero furioso, perché pensavo alle donne e ai bambini che scappavano via, laggiù, tutti senza fiato dallo spavento.
Quei Wasichu l'avevano voluto, ed erano venuti a buscarle, e noi giele avevamo date.
Oltre a questo, non vidi un gran che della battaglia.
Vidi Porta Abbondanza uccidere un soldato con una mazza da guerra. Vidi cadere Buffalo dal Corno Rosso. C'era un Lakota che cavalcava sull'orlo del burrone, e urlava di stare attenti, perché c'era un soldato giù nascosto.
Lo vidi scendere alla carica e uccidere il soldato, poi si mise a squarciarlo con un coltello.
Dopo ritornammo tutti verso il fiume; la polvere cominciava a diradarsi e ora potevamo vedere le donne e i bambini che ci venivano incontro dall'altra sponda del fiume.
Lì i soldati erano stati tutti spazzati via, ed erano sparpagliati intorno.
Le donne salirono sul colle come uno sciame e si misero a spogliare i soldati.
Urlavano e ridevano e cantavano, adesso. Vidi una cosa divertente. Due vecchie grasse stavano spogliando un soldato, che era ferito e faceva finta di essere morto.
Quando finirono di spogliarlo, cominciarono a tagliargli una certa cosa, e l'uomo si alzò di scatto e si mise a lottare con le due grassone.
Ne scuoteva una di qua e di là, mentre l'altra cercava di ficcargli in corpo un coltello.
Dopo un poco, un'altra donna si avvicinò di corsa e gli piantò il coltello nel corpo e allora cadde morto per davvero.
Era divertente vedere quel Wasichu nudo che combatteva con le due grassone.
A un tratto vedemmo che i nostri guerrieri si lanciavano tutti alla carica su certi soldati scesi dall'altro colle in aiuto della seconda banda che noi avevamo spazzata via.
I soldati scapparono subito e noi li inseguimmo, ricacciandoli in cima al colle dove avevano lasciato i loro muli da soma.
Lassù non potevamo fare loro quasi niente, perché avevano scavato delle buche per nascondersi e si coprivano con le selle e altri arnesi.
Io ero giù, presso il fiume, e vidi alcuni soldati che scendevano con secchi.
Non avevano fucili, soltanto i secchi.
Giù c'erano alcuni ragazzini, che uscirono dalla boscaglia e si misero a buttare fango e sassi ai soldati e li cacciarono giù nel fiume.
Penso che da bere avranno trovato abbastanza, perché ancora stanno bevendo. Li uccidemmo nell'acqua.
Il sole stava per tramontare, e io me ne tornai a casa, con molti altri, per mangiare; altri invece rimasero a sorvegliare i soldati sul colle.
Io non avevo mangiato niente in tutta la giornata, perché l'attacco era cominciato proprio quando cominciavo il mio primo pasto.

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