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Cultura dei Nativi Americani

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Rinnovare un desiderio profondo

16/05/2007 556 visualizzazioni di Marcalby


Nel suo il rinnovamento come discorso e il discorso come rinnovamento tra i nativi della California nordoccidentale, Thomas Buckley osserva il ruolo della religione, in particolare dei rituali di rinnovamento del mondo, nella creativa vita del villaggio yurok di Pecwan, sul basso corso del fiume Klamath nella California nordoccidentale. Buckley mostra come gli Yurok occasionalmente «aggiustino» il mondo, annullando tutte le differenze e creando il giusto senso di interezza e di equilibrio che ne cura i malanni e ne scaccia il male. «Risanare il mondo» richiede uno speciale lavoro da parte dei danzatori—sia uomini che donne—e una particolare cura della loro vita spirituale come individui e come gruppi. In questo lavoro, la comunità opera con le tensioni che nascono tra le persone e si sforza di trasformare queste tensioni in un desiderio di unità, un'unità che rimane un desiderio profondo solo momentaneamente soddisfatto durante i riti e nei momenti immediatamente successivi, prima che tomi ad essere un desiderio. Come un ginnasta immobile per pochi secondi sulla sbarra, dopo aver volteggiato su di essa e pochi attimi prima di ricadere giù, la cerimonia mantiene le tensioni del mondo nella giusta relazione nel corso di un importante attimo di quiete che avviene circa ogni diciotto mesi. L'equilibrio rituale ricrea la gioia e la creatività perdute sino a quando la gravità e la velocità non le fanno ricadere per portare nuova energia al prossimo sviluppo rituale. Buckley sostiene che una giusta analisi del rinnovamento del mondo aiuta a correggere le incomprensioni che hanno condotto fuori strada alcuni ricercatori, impedendo loro di capire il ruolo della religione nella vita degli Yurok. Buckley guarda ai suoi stessi scritti come a una sorta di danza rituale. In modo molto simile alle danze realizzate dai soggetti del suo studio, Buckley danza nella stampa, pubblicando interpretazioni che si contrappongono e integrano quelle di alcuni dei più insigni studiosi del passato sul modo in cui i gruppi o «lati» della danza rituale competono durante la cerimonia. Il suo intento è quello di raggiungere una comprensione più ampia, più olistica, della vita religiosa yurok. Buckley vuole sottolineare la responsabilità religiosa che gli Yurok assegnano all'individuo nel rituale della Danza del Salto che cura il mondo, ruolo individuale che è stato largamente ignorato in passato. Buckley nota che gli individui si impegnano in accesi dibattiti e dialoghi che conducono alla Danza del Salto. Nel 1990, per esempio, i dibattiti si incentrarono sui grandi cambiamenti che intervenivano nella società yurok. I partecipanti si chiedevano se e quali tra questi cambiamenti diminuissero o eliminassero i potenti effetti dei riti: errori nella danza, mutamenti nei costumi e nei materiali, presenza di cristiani, cambiamenti nei tempi e nei luoghi della danza e partecipazione di non Indiani alle cerimonie. Tali questioni provocarono un intenso e originale autoesame e una valutazione della situazione spirituale, intellettuale e politica della comunità. Gli stessi dibattiti erano una risposta spiritualmente fortificante ed erano percepiti come elementi dinamici che aumentavano il potere delle danze e rafforzavano la struttura del sacro nella società e nel mondo. Gli Immortali descritti in importanti narrazioni native costituiscono il modello per questo intenso sforzo teso a scoprire le forme corrette della danza, del comportamento e delle intenzioni. Le autorità attuali, in vista del rinnovamento, devono procedere sulla base dell'ispirazione dello Spirito (mediante la visione o l'ascesi)? O forse questo approccio carismatico deve essere messo da parte in favore di una più scaltra leadership politica? Buckley presta una particolare attenzione al linguaggio usato in tali dibattiti: preghiere della danza, formule, discorsi formali pronunciati una volta dagli Yurok e oggi spesso riprodotti in inglese. Qual è il giusto linguaggio rituale? Buckley mostra come gli intellettuali, gli artisti e altre persone creative native americane (le cui letture durante le danze del 1988 inclusero A Brief History of Time di Stephen Hawking) durante il dibattito modellino i loro discorsi su una varietà di forme retoriche, che variano dall'inglese dei giudici e degli ecclesiastici all'inglese corrente e ai cosiddetti dialetti anglo-indiani. Buckley spiega come queste differenze influiscano profondamente sulla vita spirituale, a causa della natura potente del dialogo cerimoniale. Sostiene che, secondo gli Yurok, una certa faziosità è fondamentale per l'azione creativa. Alcune differenze o deviazioni dalla forma ideale devono essere descritte e messe in atto in modo da rendere la danza vibrante e vitale. La rappresentazione dei disaccordi diviene il mezzo fondamentale attraverso il quale la danza funziona. Gli Yurok considerano importanti le danze perché esse rinnovano il mondo, provocano nuovi modi di parlare, di agire e di porsi domande su tutti gli aspetti della vita rilevanti per la comunità in un dato momento. Le domande più profonde non hanno una risposta immediata e sono piuttosto percepite come desideri profondi che sono mantenuti vivi mediante la danza e il processo del dialogo. È per questo che il processo della cura del mondo è un progetto in corso, il progetto sacro dell'antropologia yurok.

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