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Cultura dei Nativi Americani

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Nuovi dettagli inediti sul capo indiano Cavallo Pazzo.

08/07/2011 1,394 visualizzazioni

CAMPOBASSO. Non è da tutti riuscire ad imporsi all’attenzione degli appassionati di storia americana e dei nativi indiani degli Usa del mondo, ma Pietro Abiuso, originario di Gambatesa ma residente a New York, sta quasi per concretizzare un sogno che ha caratterizzato ben oltre due decenni della sua vita: scrivere un libro con dettagli assolutamente inediti e per lo più sconosciuti alla comunità degli storici del pianeta sul capo indiano Cavallo Pazzo. Nonostante l’ostracismo di gran parte della comunità degli storici e dei professori universitari americani che hanno più volte mostrato tutta la loro diffidenza e invidia nei confronti del lavoro portato avanti con passione e dedizione da un italiano che, tra le altre cose, non fa parte del mondo accademico, Pietro Abiuso è riuscito, grazie ad un lavoro certosino, a scavare nel passato e a trovare delle “chicche” che andranno a costituire la trama del suo libro. Non l’ennesima biografia, ma bensì un volume totalmente inedito che farà maggiormente conoscere la figura e le qualità nascoste di un grande uomo, di un grande guerriero, di un personaggio storico il cui carisma è vivo ancora ai nostri giorni. Ma andiamo con ordine. Sin da piccolo Pietro leggeva assiduamente i fumetti “Tex” e aveva un interesse innato per tutto ciò che riguardava gli indiani d’America e le differenti tribù. Il suo è stato un destino tracciato, per così dire, perché una volta giunto nella città di New York, scelta intrapresa per amore visto che ha sposato una donna americana originaria di Gambatesa, ha nuovamente incontrato la figura di Cavallo Pazzo e degli indiani in un libro acquistato in un’edicola della metropolitana mentre attendeva di prendere il treno. Il libro intitolato “Seppellisci il mio cuore nel ginocchio ferito” era incentrato sulla storia delle tribù indiane e sugli ultimi 50 anni della loro vita, fino all’ultimo massacro avvenuto nel 1890. Il libro ha risvegliato in Pietro la passione di un tempo mai sopita, tanto da portarlo a stretto contatto con alcune elementi delle comunità indiane tutt’oggi esistenti in America. Dopo oltre venti anni di ricerca Pietro Abiuso ha raccolto tanto di quel materiale, andando a scandagliare numerosi archivi delle cosiddette società storiche d’America e ascoltando tante testimonianza di chi, come il tris nipote di Cavallo Pazzo, ha avuto la fortuna di discendere dalla dinastia di Cavallo Pazzo o ha avuto un antenato che è stato al suo fianco. Pietro, per così dire, è divenuto parte integrante della comunità indiana tanto è vero che è stato ammesso anche in alcuni riti della tradizione a cui sono invitati solo i membri della comunità o le personalità di spicco al di fuori del mondo indiano. «Ho scelto di approfondire la figura di Cavallo Pazzo perché fondamentalmente era un grande uomo, un grande guerriero con una vita avvincente. L’ispirazione di realizzare uno studio maggiormente approfondito su Cavallo Pazzo mi è giunta in un sogno. Una notte, l’unica nella mia vita in cui ho sognato Cavallo Pazzo, ho immaginato di camminare in un cimitero in compagnia di Cavallo Pazzo perché lui mi voleva indicare la sua tomba. Lo vedevo sempre di spalle o al mio fianco ma mai in viso. Questo per me - ha rimarcato Pietro Abiuso - è stato come un fulmine a ciel sereno che mi ha ulteriormente incoraggiato ad andare avanti nella mia ricerca, tanto è vero che solo quattro persone al mondo sanno dove è stato sepolto Cavallo Pazzo. Io sono riuscito a conoscere una di queste quattro persone, ma ancora non gli ho chiesto il luogo preciso della sua tomba. Altro aspetto da rimarcare è che tutte le foto che ci sono in giro di Cavallo Pazzo, comprese quelle su internet, sono tutte false. Cavallo Pazzo era una persona molto umile dedita esclusivamente al bene del suo popolo e alla difesa della sua cultura, ma non voleva essere assolutamente fotografato anche per quell’antica suggestione popolare che diceva che chi scattava una fotografia rubava l’anima. L’unica foto reale e veritiera è racchiusa in un libro stampato nel 1954 che ho trovato in una biblioteca. Per mia fortuna sono riuscito a ricostruire tutta la storia di questa foto che, per eredità, è stata tramandata di generazione in generazione. Ho le prove certificate di quanto vi sto raccontando - ha sottolineato Pietro Abiuso - e nessuno al mondo potrà contraddirmi. Attraverso la figura di Cavallo Pazzo si potrà comprendere anche meglio, in special modo per noi uomini bianchi, la vera verità dell’eccidio degli indiani perpetrato dagli americani. Lui era un indiano, un uomo, che ha combattuto duramente per difendere il suo popolo contro l’invasione delle sue terre da parte dell’uomo bianco. Un popolo che è stato rinchiuso in delle riserve e che, nel 1974, è stato espropriato anche di quel terreno perché proprio all’interno delle riserve fu scoperta una miniera d’oro. La figura di Cavallo Pazzo è talmente carismatica, complessa ma forte, che ti cattura a prescindere. Era un uomo che si dedicava completamente alla sua gente, pronto fino al massimo sacrificio pur di preservare un’indentità, una cultura che lui aveva già compreso che avrebbe avuto un triste destino. Cavallo Pazzo era un grande guerriero mistico che aveva un rapporto tutto particolare con il suo Dio che gli aveva donato una grande spiritualità e forza d’animo. Proprio perché era visto anche dalla sua gente come un uomo talmente diverso dagli altri per la enorme personalità era detto “il nostro strano uomo” - ha concluso Pietro Abiuyso -». Il libro andrà in stampa a breve, almeno è quello che si augura Pietro Abiuso. Chiudiamo questo piccolo speciale con le parole dello stesso Cavallo Pazzo che spiegano in pieno il carisma e la valenza di un uomo che ha lasciato in maniera indelebile la sua firma nella storia non solo del suo popolo ma dell’America in generale. “Noi non abbiamo chiesto a voi uomini bianchi di venire qui. Il Grande Spirito ci diede questa terra perché ne facessimo la nostra casa. Voi avevate la vostra. Non abbiamo interferito con voi. Il Grande Spirito ci affidò un grande territorio per viverci, e bufali, cervi, antilopi e altri animali. Ma voi siete arrivati; state rubando la mia terra, state uccidendo la nostra selvaggina rendendoci difficile la sopravvivenza. Ora ci dite di lavorare per mantenerci, ma il Grande Spirito non ci creò per faticare, bensì per vivere di caccia. Voi uomini bianchi siete liberi di lavorare, se volete. Noi non vi ostacoliamo, e ancora chiedete perché non ci civilizziamo. Non vogliamo la vostra civiltà! Vogliamo vivere come i nostri padri e come i padri dei nostri padri.”

Fonte: Ecodelmolise

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💬 Commenti (2)

👤 Admin Utente registrato
12/07/2011 07:51

Nuovi dettagli inediti sul capo indiano Cavallo Pazzo.

ià, lo compreremo almeno per curiosità.

Molti saranno scettici, altri la prenderanno per pura bibbia, non ha importanza; ritengo che sia giusto divulgarne l'esistenza poi ognuno di noi, in modo autonomo, ne trarrà le conclusioni.

👤 Gattanera Utente registrato
08/07/2011 17:23

Nuovi dettagli inediti sul capo indiano Cavallo Pazzo

BENE....lo compreremo di sicuro!

💬 Commenti (2)

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