Massacro del pueblo di ACOMA (1598).
Il nome deriva da Akóme, 'Popolo della roccia bianca', e indicava il villaggio e la tribù che vi abitava.
In lingua Keresan, la famiglia linguistica alla quale appartenevano gli abitanti, si chiamava A 'ko, ma in breve, dopo la venuta degli spagnoli, il termine Acoma indicò entrambi, sia il pueblo che la tribù.
Era situato su di una mesa rocciosa posta a circa 60 miglia dal fiume Rio Grande, nell'odierna contea di Valencia, nel Nuovo Messico.
Anticamente gli abitanti vivevano soprattutto di agricoltura e nei loro campi irrigati coltivavano mais, fagioli e meloni.
Fu citato per la prima volta da frate Marco da Nizza nel 1539, con il nome di Hakukia (in lingua zurii), e fu visitato dagli spagnoli della spedizione di Coronado, che ne
riportarono menzione con il nome di Acuco.
La forza del villaggio, il più antico di tutti gli Stati Uniti, fu di 200 guerrieri, con una popolazione stimata in alcune migliaia di persone, compresa quella dei due villaggi agricoli estivi di Tichuna e Titsiap, distanti una quindicina di miglia.
Acoma fu visitato dal conquistatore del Nuovo Messico, Juan de Oliate, nella spedizione del 1598, ma il progetto di installarvi una missione cristiana fu prontamente abbandonato, perché la popolazione era molto bellicosa e tutto il territorio degli Acoma, estremamente pericoloso per i bianchi.
Il 4 dicembre del 1598, gli Acoma guidati dal capo ZUTACAPAN si ribellarono e attaccarono i trenta soldati spagnoli del maestre de campo (comandante sul campo) Juan de Zaldivar, nipote di Oliate, che era entrato in città per requisire del mais.
Gli spagnoli, durante il saccheggio, avevano molestato alcune donne e i guerrieri reagirono attaccandoli con mazze, lance e frecce.
In pochi minuti Zaldivar, due capitani e una decina di soldati caddero uccisi.
Oliate ritornò a San Gabriel, quartier generale della spedizione, il 21 dicembre, e decise di inviare ad Acoma il sargento major Vincente de Zaldivar. Questi, che era fratello di Juan, lasciò San Gabriel il 12 gennaio 1599 con 90 uomini e un cannone e giunse ad Acoma il 21.
All'indomani cominciò l'assedio e alla fine del terzo giorno gli spagnoli, armati di corazza, spade e archibugi diedero l'assalto alla parte superiore del pueblo, già danneggiato dalle cannonate, e stroncarono ogni resistenza, passando a fil di spada almeno 3000 persone.
Fra i superstiti, gli uomini di età superiore a 25 anni furono condannati ad avere un piede tagliato e alla schiavitù per un periodo di almeno 20 anni; le donne e i bambini furono venduti come schiavi. Due indiani stranieri che erano in visita furono catturati e fu tagliata loro la mano destra, con l'ordine di ritornare al loro villaggio per riferire la sorte di chi tentava di opporsi al potere degli spagnoli.
(Bolton, Spanish Exploration in the Southwest; Sturtevan,HNA:9; Hodge,HAI
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