NATIVI

Cultura dei Nativi Americani

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Un’antica tribù di nativi americani realizzava coperte con i peli dello Spitz svedese

30/11/2011 1,163 visualizzazioni

Secondo quanto narrato dalla tradizione orale e secondo quanto riportato nel diario di George Vancouver *, nel XIX secolo, una tribù di nativi americani chiamati Coast Salish**, famosi per la produzione di manufatti artistici e artigianali ha tramandato di generazione in generazione una tecnica per realizzare delle coperte con il pelo di una particolare razza di cane. Da quanto emerge nei racconti erano loro stessi ad allevare questi animali, caratterizzati da un manto particolarmente morbido e da peli molto lunghi. Per gli archeologi è possibile che utilizzassero i peli di uno Spitz***, un cane di origine svedese. Tuttavia fino ad oggi non sono state rinvenute prove certe che confermino quanto narrato nelle leggende. Sono stati compiuti diversi studi sulle coperte realizzate dai Coast Salish tra il XIX e il XX secolo, ma le analisi hanno rivelato che il tessuto era ricavato dal manto di pecore o capre di montagna. Tuttavia secondo le ultime ricerche effettuate dalla biochimica Caroline Solazzo e dai suoi colleghi dell’Università di York, le analisi spettrometriche e molecolari evidenziano che effettivamente le coperte fatte nella prima metà del XIX secolo erano costituite da una mistura di peli di pecora e cane. Gli scienziati hanno analizzato nove coperte, ma solo quelle più antiche erano state filate con la peluria dei cani, dalla seconda metà del XIX secolo in poi la tribù perse definitivamente questa tradizione.

 

*Il Capitano George Vancouver (King's Lynn, 22 giugno 1757 – 10 maggio 1798) è stato un ufficiale della Royal Navy britannica, meglio conosciuto per la sua esplorazione del Nord America, tra cui la costa pacifica lungo quelle che oggi sono le coste della Columbia Britannica, Alaska, Washington e Oregon.
George Vancouver nacque a King's Lynn, Norfolk, Inghilterra, come sesto figlio di John Gasper van Couverden e Bridget Bernes il 22 Giugno 1757.
All'età di quindici anni attraversò il Pacifico a bordo della HMS Resolution nel secondo viaggio di James Cook (1772-1775). Fu questo il suo primo servizio navale. In seguito accompagnò Cook anche nel suo terzo viaggio (1776-1779), questa volta a bordo della nave sorella della Resolution, la HMS Discovery.
Al momento del suo ritorno in Gran Bretagna nel 1779, Vancouver fu promosso come luogotenente. Fu poi a bordo della HMS Martin, di pattuglia nella Manica.
Servì sulla nave di linea a 74 cannoni HMS Fame che nel 1782 fu coinvolta nella battaglia delle Saintes.
Vancouver navigò lungo le coste dell’odierno stato di Washington e Oregon seguendo la rotta verso nord. Entrò nello Stretto di Juan de Fuca, tra l'Isola di Vancouver e lo stato di Washington il 29 aprile 1792. Ordinò l’esplorazione delle baie e delle insenature sulla costa occidentale del continente nord americano fino all’Alaska. La maggior parte di questo lavoro venne svolto da piccole imbarcazioni.
Il 13 giugno 1792 fu il primo europeo a entrare nel Burrard Inlet (nel porto dell’odierna città di Vancouver), assegnando il nome dell’insenatura in onore del suo amico Sir Harry Burrard. Ritornando a Point Grey però incontrò inaspettatamente una spedizione spagnola guidata da Dionisio Alcalá Galiano e Cayetano Valdés y Flores e venne a saperne che essi possedevano già una carta della zona preparata da una precedente spedizione spagnola guidata da Francisco de Eliza l'anno prima.
Nel mese di ottobre 1792 inviò il tenente Robert William Broughton, con diverse barche, fino al fiume Columbia.
Dopo una visita alle coste della California allora spagnola, Vancouver trascorse l'inverno esplorando le isole Hawaii.
L’anno seguente tornò nella Columbia Britannica e procedette verso nord, per tornare più tardi verso la California.
Esplorò anche la costa sud-occidentale dell'Australia.
Nel 1794 raggiunse Cook Inlet, il punto più settentrionale della sua esplorazione, e da lì seguì la costa a sud dell’Isola di Baranov che aveva visitato l'anno prima. Salpò poi per la Gran Bretagna via Capo Horn, arrivandoci nel settembre 1795, completando in tal modo una circumnavigazione.
Ritorno in Inghilterra e vi morì il 10 Maggio 1798
Vancouver incontrò difficoltà in patria. Venne attaccato nei giornali, e la sua carriera volse rapidamente al termine. Uno dei navigatori più importanti della Gran Bretagna morì nell’oblio nel 1798, quarantenne, nemmeno tre anni dopo aver completato il suo ultimo viaggio. La sua modesta tomba si trova nel cimitero della chiesa di St. Peters, Petersham.

 

coast salish**Coast salish history: http://www.joejack.com/coastsalishhistory.html

 

 

 

 

 

 

***Spitz Svedese (Swedish Lapphund)

Origine, classificazione e cenni storici

Origine: Svezia.
Classificazione F.C.I.: Gruppo 5 - cani di tipo spitz e di tipo primitivo.

Il suo nome originale è “Svensk lapphund”. Fin dai tempi immemorabili il Lapphund è diffuso in Svezia. Sia il Lapphund svedese che il “Lapphund finlandese” sono cani antichissimi. A Varanger, all’estremo nord della Norvegia, è stato trovato uno scheletro di cane in buone condizioni, risalente a 7000 anni fa; questo scheletro mostra in tutto e per tutto, le caratteristiche di un Lapphund. Dai Lapphund discendono tutti i cani di tipo Spitz, sia quelli europei delle coste del Baltico che quelli scandinavi.

Aspetto generale

Cane di taglia leggermente inferiore alla media. Conformazione tipica da cane di tipo Spitz. Presenta un tipico mantello abbondante e tipicamente colorato di nero.

Carattere

Il Lapphund è un cane molto sveglio, calmo, di grande coraggio. È molto volenteroso e piuttosto facile da addestrare. La sua intelligenza è proverbiale e anche il suo grande desiderio di apprendere. Ha la caratteristica di essere un cane estremamente amichevole. Oggi questa razza è utilizzata in particolar modo come razza da compagnia. È anche un buon cane da Agility, da Obedience e da Pistage.

 

Swedish Lapphund
Swedish Lapphund (foto www.lapphund.se)

Swedish Lapphund Swedish Lapphund (foto www.lapphund.se)

Standard

Altezza:
 - maschi ideale 48 cm
 - femmine ideale 43 cm.
C’è una tolleranza di 3 cm in più o in meno.

Tronco: di conformazione solida.
Testa e muso: cranio leggermente più lungo che largo. Stop ben marcato.
Tartufo: di colore nero.
Denti: la dentatura deve presentarsi corretta e completa.
Collo: ben eretto e robusto.
Occhi: sono di colore bruno scuro, di forma rotondeggiante; grandi senza essere prominenti. Hanno espressione gentile e amichevole.
Orecchie: piccole, larghe alla base, portate erette, alle estremità sono leggermente arrotondate.
Arti: molto robusti e piuttosto muscolosi.
Coda: attaccata alta, di lunghezza media, ripiegata sul dorso quando il cane è in attenzione, pendente quando è a riposo.
Pelo: molto abbondante, doppio, con pelo di copertura lungo, dritto e ruvido e sottopelo fine e denso.
Colori ammessi: il colore ideale è il nero unicolore, un tono bronzato è tipico. Esiste anche il marrone. È ammessa la presenza di bianco sulle punte dei piedi e la punta della coda.
Difetti più ricorrenti: colori non ammessi dallo standard, taglia fuori standard, macchie bianche troppo estese, cranio troppo largo, coda mal portata, pelo poco folto, pelo corto, mancanza di premolari, prognatismo, enognatismo, occhi chiari, monorchidismo, criptorchidismo, andatura scorretta, ambio, carattere diffidente o timido.

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