The UN is to conduct an investigation into the plight of US Native Americans, the first such mission in its history.
The human rights inquiry led by James Anaya, the UN special rapporteur on indigenous peoples, is scheduled to begin on Monday.
Many of the country's estimated 2.7 million Native Americans live in federally recognised tribal areas which are plagued with unemployment, alcoholism, high suicide rates, incest and other social problems.
The UN mission is potentially contentious, with some US conservatives likely to object to international interference in domestic matters. Since being appointed as rapporteur in 2008, Anaya has focused on natives of Central and South America.
A UN statement said: "This will be the first mission to the US by an independent expert designated by the UN human rights council to report on the rights of the indigenous peoples."
Anaya, a University of Arizona professor of human rights, said: "I will examine the situation of the American Indian/Native American, Alaska Native and Hawaiian peoples against the background of the United States' endorsement of the UN declaration on the rights of indigenous peoples."
The US signed up in 2010 to the declaration, which establishes minimum basic rights for indigenous people globally.
Anaya said: "My visit aims at assessing how the standards of the declaration are reflected in US law and policy, and identifying needed reforms and good practices."
Apart from social issues, US Native Americans are involved in near continuous disputes over sovereignty and land rights. Although they were given power over large areas, most of it in the west, their rights are repeatedly challenged by state governments.
Most Americans have little contact with those living in the 500-plus tribal areas, except as tourists on trips to casinos allowed on land outside federal jurisdiction or to view spectacular landscapes.
Anaya is originally from New Mexico and is well versed in Native American issues.
He will visit Washington DC, Arizona, Alaska, Oregon, Oklahoma and South Dakota, and will conclude his trip with a press conference on 4 May. He will present his findings to the next session of the UN human rights council.
Anaya's past record shows a deep sympathy with Native Americans' plight. In one development dispute, he told the council that the desecration of sacred sites was an urgent human rights issue.
The Tucson Sentinel reported in 2011 that he had testified to Congress on the need for the US to pass legislation that abides by the declaration.
Also in 2011, he wrote to the Canadian government requesting information about the poor living conditions of aboriginal groups in the country.
💬 Commenti (8)
secondo me si Aliseo perche non tutto e andato distrutto
L’Onu in difesa dei nativi americani
Cara Luisella,
ti ringrazio di aver riportato il testo del link che era già stato linkato...
gli utenti di questo sito,ti assicuro, sono in grado di cliccare e leggere direttamente dalla fonte..non è nostra abitudine,citare articoli senza metterne la fonte...;)
È servito un inviato dell’ONU negli Stati Uniti, James Anaya, per consentire ai pochi Sioux rimasti di far sentire finalmente la loro voce al presidente Barack Obama.
Dopo secoli di soprusi e stermini rimasti impuniti, ai danni dei nativi americani, le Nazioni Unite hanno finalmente esortato il governo USA a rispettare le richieste delle tribù indigene, che da decenni domandano la restituzione delle loro terre.
Da quanto afferma Anaya infatti il governo deve restituire le Black Hills, colline del Sud Dakota sulle quali si trova anche il monumento di Mount Rushmore, che per secoli, prima che fossero loro tolte, sono state considerate dalle popolazioni indigene un luogo sacro.
Secondo l’osservatore dell’ONU, che per dodici giorni ha visitato le riserve indiane della zona, è presente “un pervasivo senso di perdita, alienazione e mancanza di dignità”, dovuto probabilmente al fatto che il Nobel per la pace Obama, dopo aver firmato nel 2010 la Dichiarazione dell’Onu sui diritti dei popoli indigeni ed essersi impegnato davanti al mondo a farla rispettare, ha continuato a governare come tutti i suoi predecessori, non curandosi delle esigenze e dei diritti di una comunità, come quella Sioux, che dal punto di vista elettorale vale poco o nulla o che addirittura esaudirne le richieste potrebbe rappresentare uno smacco per l’amministrazione che dovesse cedere loro la sovranità su quei territori.
Anaya presenterà il suo rapporto nel prossimo settembre, testo in cui saranno contenute le sue raccomandazioni formali verso il governo USA ed in cui chiederà “di restituire alle popolazioni indigene quello che hanno il diritto di avere e che hanno rivendicato in modo legittimo, in un modo che non divide, ma riconcilia”.
L’Onu in difesa dei nativi americani
Beh...... qualcosa di buono almeno ne è venuto....anche se a parole...
http://linformatoresociale.wordpress.com/2012/05/05/inviato-onu-a-usa-restituire-le-terre-ai-sioux/
onu....
anche il peggioo e'.....fuori!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
L’Onu in difesa dei nativi americani
Aliseo, la tua speranza e fiducia è ammirevole....ma dimmi, davvero puoi pensare che si potrà "veder risorgere almeno parte dello splendore della loro splendida cultura e condizioni di vita" con l'intervento degli stessi Occidentali che l'hanno distrutta???!!! O.O
niente di buono viene da potere Occidentale, specie rappresentato dalle sue "Associazioni"...
L’Onu in difesa dei nativi americani
....mh! bene... almeno spero... ma che sia forse la volta buona in cui si potrà veder risorgere almeno parte dello splendore della loro splendida cultura e condizioni di vita?? lo spero! staremo a vedere... in attesa del prox link del nostro Admin! grazie per gli aggiornamenti!! ;OP;OP
L’Onu in difesa dei nativi americani
OH MANITU!!!!!!!!!
NON C'E' LIMITE AL PEGGIO!!
CHE I WAKINYAN SI SVEGLINO!!!!!!!!!!!!!!!