Attacco ad uno Zatterone
Verso la fine del diciottesimo secolo, alcuni gruppi di bianchi avevano preso a migrare dagli Stati dell'Ovest verso le regioni sud-occidentali, seguendo l'Ohio e il Mississippi, su certi zatteroni di forma quadrangolare, lunghi dieci o dodici metri e larghi dai tre ai quattro, protetti tutt'intorno da una barricata di solide tavole alte circa due metri, con uno stretto passaggio che correva all'esterno e una piattaforma sopra le feritoie.
Una specie di fortificazione primitiva, insomma, in grado di proteggere gli emigranti dagli attacchi degli indiani ostili, quando capitava che l'imbarcazione, seguendo il filo della corrente, s'accostasse troppo alla riva.
Un giorno, un gruppo di esploratori indiani Potawatamie, guidati dal capo guerriero Wauh-bun-se, osservava i movimenti di una di queste imbarcazioni dal suo rifugio sulla riva settentrionale dell'Ohio, e precisamente in un punto fra lo Stato dell'Ohio e quello dell'Illinois; e come la zattera s'accostò alla riva opposta, gli indiani si spostarono più a valle per assalirla quando avesse toccato terra.
"Ma diavolo, perchè non ti tieni lontano dalla riva?"
chiese ripetutamente il pilota che si trovava a prua, facendo un gesto con la mano al timoniere, per fargli capire che doveva allontanarsi da terra.
" Ma se sto facendo del mio meglio, ti dico"
Ribattè seccato il timoniere.
Ma, benchè raddoppiasse i suoi sforzi, l'imbarcazione continuava a puntare misteriosamente la riva.
Il pilota, allora, si sporse ad esaminare il fianco della zattera dalla parte di terra, e quale non fu la sua sorpresa, quando scorse un indiano, completamente nudo, che nuotava sott'acqua come una lontra e tirava la zattera con tutte le sue forze verso la riva, tenendo tra i denti l'estremità d'una fune che dall'altro capo era legata all'imbarcazione.
Era il capo guerriero Potawatamie in persona, quello che rimorchiava il fortino galleggiante.
Di tanto in tanto, stando sotto il fianco dello zatterone in modo da non farsi vedere, tirava fuori la testa dall'acqua per prendere fiato.
Zitto zitto, il pilota s'allontanò senza che l'indiano se ne accorgesse, per tornare di lì a poco con la baionetta in canna, e quando l'indiano si tirò su per respirare, - ciack! - la lama gli si piantò nella schiena!
L'indiano si tuffò, sottraendosi allo sguardo dei bianchi, e riuscì a raggiungere la riva, più morto che vivo per la fatica e per il sangue che aveva perso; ma l'acqua gli aveva lavato via il sangue dalla ferita mentre arrancava verso terra, e grazie a certe potenti erbe medicinali usate dagli aindiani, il capo degli esploratori guarì dalla terribile ferita.
Una specie di fortificazione primitiva, insomma, in grado di proteggere gli emigranti dagli attacchi degli indiani ostili, quando capitava che l'imbarcazione, seguendo il filo della corrente, s'accostasse troppo alla riva.
Un giorno, un gruppo di esploratori indiani Potawatamie, guidati dal capo guerriero Wauh-bun-se, osservava i movimenti di una di queste imbarcazioni dal suo rifugio sulla riva settentrionale dell'Ohio, e precisamente in un punto fra lo Stato dell'Ohio e quello dell'Illinois; e come la zattera s'accostò alla riva opposta, gli indiani si spostarono più a valle per assalirla quando avesse toccato terra.
"Ma diavolo, perchè non ti tieni lontano dalla riva?"
chiese ripetutamente il pilota che si trovava a prua, facendo un gesto con la mano al timoniere, per fargli capire che doveva allontanarsi da terra.
" Ma se sto facendo del mio meglio, ti dico"
Ribattè seccato il timoniere.
Ma, benchè raddoppiasse i suoi sforzi, l'imbarcazione continuava a puntare misteriosamente la riva.
Il pilota, allora, si sporse ad esaminare il fianco della zattera dalla parte di terra, e quale non fu la sua sorpresa, quando scorse un indiano, completamente nudo, che nuotava sott'acqua come una lontra e tirava la zattera con tutte le sue forze verso la riva, tenendo tra i denti l'estremità d'una fune che dall'altro capo era legata all'imbarcazione.
Era il capo guerriero Potawatamie in persona, quello che rimorchiava il fortino galleggiante.
Di tanto in tanto, stando sotto il fianco dello zatterone in modo da non farsi vedere, tirava fuori la testa dall'acqua per prendere fiato.
Zitto zitto, il pilota s'allontanò senza che l'indiano se ne accorgesse, per tornare di lì a poco con la baionetta in canna, e quando l'indiano si tirò su per respirare, - ciack! - la lama gli si piantò nella schiena!
L'indiano si tuffò, sottraendosi allo sguardo dei bianchi, e riuscì a raggiungere la riva, più morto che vivo per la fatica e per il sangue che aveva perso; ma l'acqua gli aveva lavato via il sangue dalla ferita mentre arrancava verso terra, e grazie a certe potenti erbe medicinali usate dagli aindiani, il capo degli esploratori guarì dalla terribile ferita.
Peter D. Clarke, Wyandott
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