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La leggenda del Tarlo (Tlingit)

06/08/2003 432 visualizzazioni di Marcalby
Si racconta che la figlia di un capo-tribù, in segreto, aveva cresciuto presso di sè un tarlo, che aveva nutrito con dell'olio fino a fargli raggiungere le dimensioni di un braccio umano.
La ragazza si teneva nascosta e usciva di casa solo per mangiare, per poi rientrarvi subito dopo.
Di notte la si sentiva cantare.
Quando un giorno sua madre si mise segratamente ad osservarla, vide una strana grossa cosa tra le casse di provviste che le sembrò orribile, ma una volta capito che sua figlia amava quello strano animale, decise di non disturbarla.
La gente del villaggio cominciò a notare che l'oilio scarseggiava, poiche il tarlo ne consumava in grosse quantità, e un giorno decise che era necessario uccidere il tarlo.
Pregarono quindi la ragazza di uscire dalla sua stanza; questa dapprima rifiutò ma alla fine uscì.
Quando più tardi gli abitanti del villaggio le dissero che il suo "figliolo" era morto, ella cominciò a cantare.
Da quel giorno in poi i canti della figlia del capo-tribù vennero recitati regolarmente nel Clan Ganatédi e il tarlo divenne l'emblema ufficiale.

Storie come questa sul tarlo sono abbastanza comuni lungo la costa del Pacifico. Per esempio nella storia degli Achomavi, nel Nord della California, si racconta che il tarlo sarebbe un giovane e timido uomo dalle sembianze molto belle.
Presso gli indiani Coos, nell'Oregon, si racconta invece di una giovane donna che si prese cura di una larva di maggiolino, dalla quale si sviluppò poi un orribile serpente.
Questo animale però si procurò poi una tale quantità di cibo, che la famiglia divenne ricca.
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