Ragazzo Coniglio
RAGAZZO CONIGLIO
(Sioux White River)
Questa è la storia del Ragazzo Coniglio; in alcune tribù è nota come la storia dell'Uomo Sanguinolento.
« Come sapete », disse Jenny Nuvola Alta, « noi Indiani concepiamo la terra e l'intero universo come un circolo chiuso ed in questo cerchio l'uomo è un animale come gli altri.
II buffalo ed il coyote sono nostri fratelli; gli uccelli, nostri cugini. Persino la più minuscola formica persino un pidocchio, persino il più piccolo fiore che puoi trovare, sono tutti nostri parenti.
Noi terminiamo le nostre preghiere con le parole mitakuye oyasin - "tutti i miei parenti " - e ciò include ogni cosa che cresce, brulica, corre, striscia, saltella e vola su questo continente.
II bianco vede l'uomo come il conquistatore ed il padrone della natura, ma gli Indiani, che sono vicini alla natura, hanno una conoscenza migliore»
Nei vecchi, vecchi tempi, prima che Colombo ci « scoprisse », come voi dite, noi eravamo molto più vicini agli animali di quanto lo siamo oggi.
Molte persone erano in grado di comprendere i linguaggi degli animali; sapevano parlare con un uccello, chiacchierare con una farfalla. Gli animali erano capaci di trasformarsi in persone e le persone in animali.
Ci fu un tempo in cui la terra non era ancora del tutto terminata, quando le montagne ed i fiumi, e molte specie di animali e piante, venivano formandosi secondo il piano della natura.
In quei giorni lontani, nascosti a noi come in una bruma, viveva un coniglio, un coniglio molto vivace, giocoso e di buon cuore. Un giorno, mentre stava passeggiando per ricrearsi, inciampò all'improvviso su un grumo di sangue. Perché fosse là, nessuno lo sa. Assomigliava ad una pustola, ad una piccola vescica piena di liquido rosso.
Bene, il giocoso coniglio cominciò a giocare con quel grumo di sangue, scalciandolo all'intorno come se fosse un palloncino.
Ora, dovete sapere che noi Indiani crediamo in Takuskanskan, la potenza misteriosa del movimento. Il suo spirito è in ogni cosa che si muove. Anima le cose e le fa vivere. Bene, il coniglio, senza nemmeno accorgersene, venne a trovarsi posseduto da questa strana potenza misteriosa ed il moto dello scalciare all'intorno, o piuttosto il suo spirito - ed io spero che possiate cogliere il senso di ciò che intendo dire - cominciò ad operare su quel piccolo grumo di sangue sino a fargli assumere una forma, quella di un piccolo intestino.
II coniglio lo scalciò ancora un po', ed in quel grumo cominciarono a spuntare braccia e gambe sottili. Il coniglio continuò a colpirlo, ed improvvisamente comparvero gli occhi ed un cuore che batteva. Così facendo il coniglio, con l'aiuto della potenza misteriosa del moto, aveva creato un essere umano, un bambino. Il coniglio lo chiamò We-Ota-Wichasha, Ragazzo Sanguinolento, ma è meglio conosciuto come Ragazzo Coniglio.
Il coniglio lo portò a sua moglie ed entrambi amarono quello strano bambino come se fosse il loro unico figlio.
Gli fecero indossare un bel vestito di pelle di daino, che avevano dipinto con il sacro colore rosso e decorato con ornamenti fatti con aculei di porcospino. Il ragazzo crebbe felicemente tra i conigli. Quando fu quasi uomo, il vecchio coniglio gli disse: « Figlio, devo dirti che tu non sei quello che pensi di essere, cioè un coniglio come me. Tu sei un essere umano. Noi ti amiamo e ci dispiace immensamente lasciarti andare, ma tu devi partire a raggiungere la tua gente ».
Ragazzo Coniglio si mise in cammino e raggiunse un villaggio di esseri umani, e là vide ragazzi che gli assomigliavano Entrò nel villaggio. La gente non poteva fare a meno di fissare quello strano ragazzo che indossava un così bel vestito di pelle di daino. « Da dove vieni? » gli domandarono. « Vengo da un altro villaggio », rispose Ragazzo Coniglio, benché ciò non fosse vero. Non c'era un altro villaggio in tutto il mondo, perché, come ho detto, la terra era ancora al suo inizio.
Nel villaggio v'era una bella ragazza che si innamorò di Ragazzo Coniglio, non soltanto per i suoi bei vestiti, ma anche per il suo bell'aspetto e la sua gentilezza. Anche la gente del villaggio desiderava che lui si sposasse, perché voleva che un uomo con un così grande potere misterioso restasse tra di loro. E Ragazzo Coniglio ebbe una visione. In essa lottava con il sole, gareggiava con il sole, giocava partite a carte con il sole e sempre vinceva.
Ma lktome, il malvagio Uomo Ragno, lo spregevole imbroglione burlone e stregone, che desiderava quella bella ragazza per sé, cominciò a dire cose cattive sul conto di Ragazzo Coniglio. « Guardalo », diceva Iktome, « come ostenta il suo completo di pelle di daino a noi che siamo troppo poveri per possedere tali belle cose ». Ed agli uomini aggiungeva: « Come potete permettergli di sposare una ragazza del vostro villaggio ». E disse pure loro: « Nel caso lo voleste, io possiedo un collare magico che posso lanciare su quel Ragazzo Coniglio e renderlo impotente».
Alcuni ragazzi che erano gelosi di Ragazzo Coniglio per via del suo strano potere, della sua saggezza e generosità, dissero allora: « Iktome ha ragione ». Ciò detto, cominciarono ad aggredirlo; e l'Uomo Ragno lanciò il suo magico cerchio su di lui. Benché non avesse effetto alcuno su Ragazzo Coniglio, questi finse di essere indifeso per divertirsi un po'.
I ragazzi ed i giovanotti del villaggio legarono Ragazzo Coniglio ad un albero con rozze cinghie di pelle; e per tutto il tempo, il malvagio Uomo Ragno li incoraggiò dicendo: « Prendiamo le asce e facciamolo a pezzi! ».
« Amici, kola-pila », disse Ragazzo Coniglio, « se intendete uccidermi, lasciate che prima io canti il mio canto di morte ». E cominciò a cantare:
Amici, amici,
ho combattuto con il sole.
Egli ha cercato di bruciarmi,
ma non ha potuto farlo.
Persino contro il sole
ho resistito.
Come il canto di morte fu terminato, gli abitanti del villaggio uccisero Ragazzo Coniglio e lo fecero a pezzi; quindi gettarono quei grossi pezzi di carne in una pentola. Ma non era facile sopraffare Ragazzo Coniglio. Una tempesta si sollevò, grandi nubi oscurarono il sole ed ogni cosa all'intorno fu avvolta dal buio di una notte oscura.
Quando alfine le nubi si dissolsero, dei grossi pezzi di carne non si trovò alcuna traccia. Ma coloro che si trovavano più vicini alla pentola affermavano di averli veduti riunirsi e dar vita ad un nuovo corpo, che era poi salito al cielo su un raggio di sole. Allora, un vecchio e saggio sciamano disse: « Questo Ragazzo Coniglio possiede realmente un potere magico: è salito per vedere il sole. Presto ritornerà più forte di prima, perché lassù gli sarà dato il potere del sole. Lasciate che sposi quella nostra ragazza ».
Ma il geloso ragno, Iktome, disse: « Perché preoccuparsi di lui? Guardatemi: io sono molto più potente di Ragazzo Coniglio! Orsù, legate anche me; fatemi a pezzi! Siate svelti! » Iktome credeva di ricordare il canto di Ragazzo Coniglio. Pensava che in esso ci fosse un potere, una forza magica. Ma Iktome non ricordava le parole giuste. E cantò:
Amici, amici,
ho combattuto contro la luna,
essa ha cercato di lottare,
ma io ho vinto.
Persino combattendo contro la luna,
ho avuto successo.
Come aveva detto loro, lo fecero a pezzi, ma Iktome non tornò mai più a rivivere. Il ragno aveva finalmente fatto male a se stesso. Questo è il destino di ogni malvagio briccone.
Raccontata da Jenny Nuvola Alta a White River, Riserva Indiana di Rosebud, Sud Dakota, nel 1967 e registrata da Richard Erdoes.
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