Cambio al vertice sul clima: presiede il premier danese. Brasile, India ed Ecuador: "Ci state ignorando"
Copenaghen, 16 Dic.
Il ministro dell'ambiente danese, Connie Hedegaard, si è dimessa dal ruolo di presidente della conferenza Onu sul clima in corso a Copenaghen. Il suo ruolo sarà assunto dal primo ministro danese Lokke Rasmussen. E' stata la stessa 'lady clima' ad annunciare il cambio della guardia ai delegati dei 193 Paesi presenti al meeting, spiegando che la decisione ha ragioni di protocollo, stante la presenza al summit di decine di capi di Stato e di governo. La Hedegaard era stata però pesantemente criticata dalle nazioni africane perché avrebbe favorito nei negoziati i Paesi ricchi. 'Con così tanti delegati e capi di Stato e di governo in arrivo per rilasciare le loro dichiarazioni è giusto che sia il primo ministro danese a presiedere (la conferenza)' ha spiegato la Hedegaard, in un comunicato diffuso a Copenaghen. Dopo aver rinunciato alla carica di presidente della conferenza, il ministro è stato nominato rappresentante speciale del primo ministro Rasmussen, nuovo presidente della conferenza, con l'incarico di 'condurre consultazioni informali'. Al summit i delegati di Brasile, India ed Ecuador, insieme a numerosi altri Paesi in via di sviluppo, si sono lamentati che il vertice sul clima 'non prende in considerazione' le loro esigenze. Per i delegati il problema è con i Paesi ricchi che, secondo loro, li 'ignorano'. 'Stiamo vedendo mancanza di trasparenza, errori di procedura e molte lacune in questa conferenza ' ha dichiarato un delegato dell'Ecuador ' tutti vogliamo essere consultati'. I delegati brasiliani hanno espresso il loro fastidio per la mancanza di progressi del vertice, mentre alcuni di loro non sono nemmeno riusciti ad entrare nella sala riunioni per il caos organizzativo in cui versa la conferenza. I Paesi poveri si lamentano che i più ricchi pretendano da loro sforzi economici eccessivi per la lotta ai cambiamenti climatici. Intanto questa mattina numerosi ambientalisti, attivisti e rappresentanti di organizzazioni della società civile si sono riuniti all'interno del Bella Center, sede della conferenza 2. 'Siamo qui per dire al mondo che quello in corso è un negoziato per le multinazionali. Siamo qui per dire basta a un sistema di mercato che non ha fatto altro che espandere la produzione, quando è chiaro che la madre terra non è più in grado di sostenere un livello di emissioni di gas serra come quello attuale'., ha detto ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL Tom Bruce, uno dei leader della manifestazione presente a Copenaghen in rappresentanza degli indiani d'America. La protesta, coincisa con l'arrivo dei capi di Stato e di governo, è partita dall'interno del centro al grido di 'Unisciti all'assemblea del popolo', 'Vogliamo più potere' e si è spostata poi verso l'esterno del palazzo per unirsi ad altri attivisti che da stamane protestano contro il processo negoziale in corso. E oltre 100 persone sono state arrestate all'esterno della struttura, ha riferito la polizia.'Vogliamo dire ai rappresentanti dei governi che non siamo qui per chiedere aiuto, ma per chiedere che venga ripensato un sistema che ci ha condotto alla crisi che stiamo vivendo, perche' basato solo ed esclusivamente sul profitto', ha detto ad AKI Wahu Kaara, attivista keniota presente a Copenaghen in rappresentanza del 'People's Movement on Climate Change'. Fonte Adnkronos/Aki
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