I felici territori di caccia
Quando un Ojibway muore, il suo corpo vien posto in una tomba, di solito seduto e col viso rivolto verso occidente.
Insieme al cadavere vengono sotterrati tutti gli oggetti di cui il vivo si serviva durante i viaggi.
Se si tratta di un uomo, il fucile, la coperta, la pentola, l'acciarino, la pietra focaia e i mocassini;
se invece è una donna, i mocassini, l'accetta, il portainfante, la coperta e la pentola.
Si crede che l'anima lasci il corpo subito dopo la morte e segua un sentiero ben nascosto che porta verso occidente; la prima cosa che incontra lungo il cammino, è la grande ODA-E-MIN (bacca e cuore), o fragola, che si erge sul ciglio del sentiero, simile ad una enorme roccia, e dalla quale l'anima stacca un pezzo da mangiare per via.
Cammina finchè arriva ad un profondo, vorticoso fiume, scavalcato dal temutissimo KO-GO-GAUP-O-GUN, vale a dire il ponte che oscilla e scappa sotto i piedi;
giunto felicemente sull'altra sponda, se il viandante si volge a guardare, vedrà il ponte assumere l'aspetto di un enorme serpente che va nuotando nella corrente.
Dopo aver bivaccato per quattro notti e camminato di giorno attraverso la prateria, l'anima giunge nel paese degli spiriti, dove incontra i suoi parenti che vi sono arrivati in passato, dalla creazione del genere umano in poi; qui tutti sono felici, cantano e danzano; vivono in un bel paese disseminato di chiari laghi e corsi d'acqua, foreste e praterie, una terra che abbonda di frutta e selvaggina, ricca di quelle cose che il pellerossa brama di più in vita, che gli danno maggior felicità.
E' questo, un tipo di paradiso che lui solo, dato il genere di vita che mena in terra, è in grado di apprezzare.
Insieme al cadavere vengono sotterrati tutti gli oggetti di cui il vivo si serviva durante i viaggi.
Se si tratta di un uomo, il fucile, la coperta, la pentola, l'acciarino, la pietra focaia e i mocassini;
se invece è una donna, i mocassini, l'accetta, il portainfante, la coperta e la pentola.
Si crede che l'anima lasci il corpo subito dopo la morte e segua un sentiero ben nascosto che porta verso occidente; la prima cosa che incontra lungo il cammino, è la grande ODA-E-MIN (bacca e cuore), o fragola, che si erge sul ciglio del sentiero, simile ad una enorme roccia, e dalla quale l'anima stacca un pezzo da mangiare per via.
Cammina finchè arriva ad un profondo, vorticoso fiume, scavalcato dal temutissimo KO-GO-GAUP-O-GUN, vale a dire il ponte che oscilla e scappa sotto i piedi;
giunto felicemente sull'altra sponda, se il viandante si volge a guardare, vedrà il ponte assumere l'aspetto di un enorme serpente che va nuotando nella corrente.
Dopo aver bivaccato per quattro notti e camminato di giorno attraverso la prateria, l'anima giunge nel paese degli spiriti, dove incontra i suoi parenti che vi sono arrivati in passato, dalla creazione del genere umano in poi; qui tutti sono felici, cantano e danzano; vivono in un bel paese disseminato di chiari laghi e corsi d'acqua, foreste e praterie, una terra che abbonda di frutta e selvaggina, ricca di quelle cose che il pellerossa brama di più in vita, che gli danno maggior felicità.
E' questo, un tipo di paradiso che lui solo, dato il genere di vita che mena in terra, è in grado di apprezzare.
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